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Meglio una gestione comunitaria

Gli elementi per una svolta ecologica e sociale compatibile sono già disponibili. (c) Caroline Begle, CIPRA International

Dall'almenda ai commons: l'economia comunitaria ha una lunga tradizione nelle Alpi. Le iniziative autoorganizzate mostrano che le crisi si superano meglio puntando sulla cooperazione e su strutture piccole.

In alcune zone delle Alpi, l'uso comunitario di boschi, prati e pascoli era diffuso fino al XX secolo. Il legname veniva tagliato nelle segherie comuni (p. 12-13), il formaggio stagionato nelle cantine comuni e venduto collettivamente. Nella regione alpina ancora oggi troviamo almende, corporazioni, patriziati e cooperative (p. 10-11). A livello internazionale, queste forme di uso comunitario sono chiamate "commons". Dagli anni Settanta, anche la scienza ha iniziato ad occuparsene. Dopo che, nel 2009, Elinor Ostrom ha ottenuto il premio Nobel per l'economia per i suoi lavori sui commons, l'inattaccabilità della proprietà privata si è incrinata. Uno degli esempi illustrati da Ostrom è il villaggio di montagna di Törbel, nel cantone svizzero del Vallese. Ben un secolo e mezzo prima, il contadino Franz Michael Felder (1839-1869) del Bregenzerwald in Austria aveva già descritto in un suo libro i vantaggi dell'agricoltura comunitaria (p. 18).

Dove troviamo oggi nella regione alpina delle potenzialità per i commons? Ovunque i saperi, la creatività e l'impegno si incontrano in un'azione comune, a beneficio e a vantaggio di tutti: quando ad esempio gli abitanti del paese costruiscono e gestiscono insieme un centro per le associazioni locali, quando ripristinano i negozi di vicinato o concepiscono case multigenerazionali. Un altro esempio sono le cooperative energetiche. Molte di queste realtà sarebbero irrealizzabili attraverso iniziative individuali o la proprietà privata.

La necessità di comunità forti

Le comunità forti sono il presupposto per lo sviluppo e la durata di tali attività. Sono forti a condizione di scambi regolari e sviluppo continuo delle pratiche di utilizzo condiviso tradizionali, accompagnati dalla risoluzione delle controversie. La crisi da Coronavirus ha dimostrato che le persone possono mettersi insieme, sostenersi a vicenda e porre al primo posto il bene comune. Questa è una scoperta incoraggiante in vista delle molte crisi che affrontiamo. Il software e le piattaforme open source - un tipico commons moderno – si sono rapidamente diffusi durante la crisi da Covid-19. E' stato così possibile consegnare le verdure direttamente alle famiglie senza passare per il mercato, così come le piantine a chi faceva l'orto o il pranzo dal ristorante preferito a chi lavorava in smart working. E qui c'è un ulteriore potenzialità: si potrebbe, ad esempio, ridurre la dipendenza dall'auto nelle valli montane con un coordinamento tramite App del car sharing e delle consegne, o con servizi forniti in videoconferenza.

La salute come commons

Un altro ambito di commoning, cioè creazione di commons, nelle Alpi è il settore dell'assistenza e della salute. Esistono già ora banche del tempo basate su un'organizzazione cooperativa, che consente alle persone di svolgere ed accumulare ore di assistenza che poi, con l'avanzare dell'età, si possono riscattare. Stanno nascendo case mediche e della salute create da comunità locali, talvolta addirittura con infrastrutture per personale di assistenza specializzato che compensa almeno parzialmente la scarsità di medici. La prevenzione della salute è garantita anche da gruppi di mutuo aiuto, centri per la consulenza sanitaria o nuovi sistemi di assicurazione contro le malattie, in cui le persone si sostengono a vicenda.

Proprietà e denaro come commons

In passato, il principio alla base delle almende era la comproprietà. La proprietà privata potrebbe essere sempre più spesso trasferita in proprietà comune oppure tenuta in mani pubbliche ed essere concessa solo in enfiteusi o accordi simili. Sia nelle Alpi che fuori sono sempre più diffuse le organizzazioni che acquistano terreni e immobili, li detengono in comproprietà e li affittano o li concedono in comodato d'uso, quali BioBoden, la Fondazione Edith Mayron, l'associazione "Bodenfreiheit" o il Miethäuser-Syndikat.

Anche il denaro si presta alla comproprietà. Sono ben note le banche cooperative, che spesso garantiscono la disponibilità di denaro e credito (p. 14-17) su piccola scala. Ma si può andare anche oltre: nel bel mezzo della crisi economica mondiale del 1932, la cittadina tirolese di Wörgl ha introdotto una moneta di scambio locale, rilanciando la propria economia. Una antica valuta che esiste ancora oggi è il WIR svizzero, in uso presso 30.000 aziende svizzere che ne beneficiano in tempi di ristrettezza economiche perché mantiene in vita il commercio tra gli associati. Nel frattempo sono nati altri esperimenti di monete locali, ad esempio il "Chiemgauer" o "La Roue" nelle Alpi francesi (p. 9).

Autoorganizzazione nell'economia che cambia

Spesso queste attività nascono quando intervengono i comuni, ad esempio con infrastrutture o finanziamenti per l'avviamento. Molti comuni ne sono consapevoli e conoscono l'impatto che può avere l'autoorganizzazione dei cittadini. Lo sviluppo e il mantenimento delle attività per il bene comune rafforza le comunità anche nel far fronte al declino della crescita economica - un trend ineluttabile, come hanno dimostrato gli ultimi decenni. I Commons rafforzano ulteriormente la resilienza alle crisi strutturali che possono essere imminenti, siano esse cambiamenti nel turismo (p. 19) o la completa trasformazione di settori industriali come l'industria automobilistica o l'approvvigionamento energetico.

Come le crisi trasformano l'economia

Nei sistemi economici orientati alla crescita, gli approcci di nicchia alternativi a livello economico danno spesso luogo a dibattiti pubblici e nuove pratiche. Eventi inattesi e crisi riconducono questi approcci di nicchia al mainstream. Dopo la catastrofe nucleare di Fukushima, nel 2011, la Germania e la Svizzera, ad esempio, optarono per l'uscita dal nucleare. Questa decisione è frutto di discussioni socio-politiche e dello sviluppo tecnico delle energie alternative avvenuto nei tre decenni precedenti. Anche il movimento antinucleare è stato molto influente. Discussione sociale ed esperienza indussero la politica a scegliere l'abbandono del nucleare.

Un altro esempio di passaggio dalla nicchia al mainstream è il car sharing: sviluppato verso la fine degli anni '80 come servizio di vicinato, in una prima fase quest'idea si diffuse molto lentamente. I grandi sviluppi a livello di IT e i sistemi GPS fecero del car sharing un'offerta di servizi prima nazionale e poi internazionale. IT e GPS sostituiscono la fiducia, l'affidabilità e il controllo sociale che inizialmente erano fondamentali per il funzionamento del car sharing. Nell'attuale crisi dovuta al Coronavirus, per risparmiare, le aziende riducono le proprie flotte di automobili, introducono il car sharing e contribuiscono così a diffondere ulteriormente questa pratica.

 

Fonte e ulteriori informazioni: www.cipra.org/alpinscena

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