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Poche tracce sul nostro percorso

25/11/2021
Come possiamo andare in montagna lasciando meno tracce possibili sia durante il viaggio che sul posto? Il 22 novembre 2021 circa 150 partecipanti hanno viaggiato virtualmente attraverso le Alpi durante una conferenza online scambiandosi idee sulle misure per l’orientamento dei flussi turistici nelle aree naturali sensibili.
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Rafting nella valle dell'Isonzo in Slovenia: i permessi regolamentano l’afflusso di fruitori. (c) Dolina Soče

Le foto sui social media hanno improvvisamente reso la chiesetta di Ranui nella valle di Funes, in Sudtirolo, un ambito trofeo fotografico ricercato da visitatori di tutto il mondo – troppi per la stretta valle. Il problema è stato risolto con un tornello, un punto di pagamento e un punto foto. La strada che porta alla chiesa è stata chiusa ed è stato allestito un sentiero escursionistico. Il parcheggio è a pagamento, gli autobus pubblici arrivano nella valle a cadenza oraria e un opuscolo in inglese e cinese fornisce ulteriori informazioni.

Anche nella valle dell’Isonzo e lungo l’omonimo fiume, in Slovenia, il turismo ha vissuto un tumultuoso sviluppo negli ultimi anni. “Abbiamo imparato molto dai nostri errori del passato”, spiega Viliam Kvalič, responsabile per il turismo. Che si tratti di rafting, pesca, SUP o canyoning: per non produrre un impatto eccessivo sulla natura, gli ospiti devono ora acquistare dei permessi, a seconda dello sport o dell’attività, e poi esibirli nei punti di accesso e di uscita.

In viaggio nel mondo digitale

“Nonostante tutta la buona volontà, la gestione dei flussi di visitatori può raggiungere i suoi limiti”, afferma Carolin Scheiter del Parco Nazionale di Berchtesgaden/D. Un noto influencer aveva postato una foto e delle riprese effettuate con un drone della cosiddetta “Natural Infinitypool” alle cascate di Königsbach all’interno dell’area protetta. Centinaia di visitatori si recavano ogni giorno alle piscine, con un pesante impatto sull’ambiente e la vegetazione. Il Parco nazionale ha installato dei cartelli segnaletici, ha iniziato una campagna sui social media, ha pubblicato dei video e ha parlato direttamente con le persone. “Abbiamo avuto molti like, ma non ha funzionato sul campo. Alla fine abbiamo introdotto il divieto di accesso”, spiega Scheiter.

Il Parco naturale Nagelfluhkette punta su ranger digitali, Florian Heinl è uno di loro. Si rivolge agli utenti per i post problematici. Il prossimo passo sarebbe costituito da ranger automatizzati e chatbot che spiegano perché, ad esempio, si dovrebbe evitare di fare un’escursione in certi orari o in determinati periodi. Il parco naturale sta lavorando su questi temi insieme all’iniziativa “Digiti the Planet” e all’Università di Bayreuth. “È molto impegnativo, ma dovremo avere sempre più a che fare con il mondo digitale”, sostiene Heinl.

Il progetto speciAlps2

L’evento “Poche tracce sul nostro percorso” è stato il primo incontro di scambio internazionale nel quadro del progetto alpino speciAlps2, nell’ambito del quale quattro regioni pilota sperimentano misure per la gestione dei flussi turistici: il Parco naturale Tiroler Lech/A, le Alpi di Kamnik e della Savinja /SL, il Villaggio degli alpinisti di Balme/I e Bad Reichenhall/D. Il progetto è sostenuto dalla CIPRA International e dalla Rete di comuni Alleanza nelle Alpi. È reso possibile dal Ministero federale tedesco per l’ambiente, la conservazione della natura e la sicurezza nucleare (BMU).