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Una tonnellata e mezza di concime chimico per le gare di sci?

Lo scorso fine settimana si è svolta la discesa di coppa del mondo del Lauberhorn nell'Oberland Bernese. Come per le altre gare di sci in programma nello spazio alpino si è posto il problema delle condizioni della neve. Se non nevicava, finora, si poteva far ricorso alla neve artificiale. Ma attualmente le temperature sono così alte che neppure questa soluzione può garantire la neve.
A questo punto può venire in soccorso degli organizzatori l'impiego del nitrato di ammonio, un comune fertilizzante chimico, che sottraendo umidità alla neve innalza il punto di congelamento. Secondo quanto riferito dal quotidiano svizzero "Sonntagszeitung" gli organizzatori della gara di sci del Lauberhorn avrebbero usato una tonnellata e mezza di nitrato di ammonio per la preparazione della pista, una quantità corrispondente a quella consentita per concimare una superficie agricola di 14 ettari per un anno. Gli organizzatori hanno smentito i quantitativi indicati, dichiarando che non dispongono di dati precisi, ma stimano di aver utilizzato 800-900 kg di nitrato per tutta la pista dello slalom.
Secondo l'Ufficio federale per l'ambiente, l'impiego di fertilizzante ha superato i limiti consentiti. A ciò si aggiunge il fatto che il cantone non ha controllato l'impiego di concime chimico. Su questo punto tuttavia si apre un vuoto legislativo: in Svizzera non c'è alcuna regolamentazione per l'utilizzo di fertilizzanti di sintesi sulle piste da sci. Nel corso dell'attuale discussione gli agricoltori iniziano a porsi alcuni interrogativi: loro devono infatti applicare precisi regolamenti, ed essi si chiedono perciò per quale motivo questi non debbano valere anche per gli organizzatori di gare sciistiche.
A Cortina d'Ampezzo, poiché la neve non era sufficiente per una gara di sci, la neve artificiale è stata trasportata sulla pista con 51 voli di elicottero.
Il 13 dicembre 2006 l'OCSE ha pubblicato uno studio in cui si analizzano gli effetti del cambiamento del clima sulle aree sciistiche. Il risultato è che all'aumento della temperatura media regionale annuale di un grado, solo circa 500 dei 666 comprensori sciistici delle Alpi potranno essere certi della presenza di neve. Con un aumento di 4 gradi ne rimarrebbero solo circa 200.
Fonte e info: www.drs.ch/news.html (de), www.taz.de/pt/2006/12/14/a0166.1/text (de)
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo (it)