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Con i cannoni da neve contro il riscaldamento climatico - L'innevamento artificiale e le sue conseguenze

Più del 90 % di tutti i grandi comprensori sciistici dispone di impianti di innevamento artificiale. In alcuni paesi alpini è possibile innevare artificialmente fino al 68 % della superficie delle piste. In passato i cannoni da neve servivano per l'innevamento di alcune piste di fondovalle. Oggi vengono innevati artificialmente interi comprensori, e gli impianti vengono installati a quote sempre più alte e in contesti ecologicamente sempre più sensibili.
Red. Nel 2004, il consumo idrico annuo per l'innevamento artificiale delle piste alpine (circa 95 milioni di m3) è stato pari a quello di una città di 1,5 milioni di abitanti. Il consumo energetico è stato equivalente all'energia consumata in un anno da 130'000 famiglie di quattro persone. I nuovi cannoni consumano sempre meno corrente, ma i nuovi impianti e gli ampliamenti di quelli già esistenti conoscono un vero e proprio boom e la durata di esercizio aumenta. Complessivamente, il consumo energetico aumenta a dismisura. Gli impianti di innevamento artificiale sono pessimi consumatori. Nei mesi invernali il fabbisogno energetico è già elevato e gli impianti di innevamento artificiale, oltre a richiedere molta corrente, trasformano in neve l'acqua che potrebbe essere utilizzata per la produzione di energia, in un periodo in cui le precipitazioni sono già di per sé scarse.
L'utilizzo di additivi permette l'innevamento anche con temperature altrimenti inadeguate al congelamento dell'acqua. Lo SNOMAX, che consiste in batteri inattivati (Pseudomonas syringae), consente di produrre neve con poca acqua e energia. Per questo viene spesso definito "ecologico". Per opera degli sciatori o attraverso gli spigoli vivi dei nuclei di cristallizzazione del ghiaccio, lo SNOMAX può però far penetrare i batteri nelle lesioni delle piante, togliendo loro la naturale protezione antigelo. Un'altra pratica inquietante è l'uso di sali minerali per indurire le piste. La loro azione fertilizzante può modificare gli habitat esistenti. Non esistono studi di lungo periodo sulle conseguenze dell'uso di additivi per l'uomo e l'ambiente.
L'innevamento artificiale comporta investimenti e costi di esercizio elevati. La ripartizione dei costi e le possibilità di sovvenzioni sono varie. In molte località gli impianti di innevamento artificiale possono godere di incentivi economici. Nello spazio alpino si assiste a una pressione sempre crescente per maggiori contributi da parte del settore pubblico. Il Parlamento della Baviera nel 2004 ha tolto il divieto al finanziamento statale di tali impianti. In quell'occasione, aveva però manifestato che, a breve, non ci sarebbero stati mezzi disponibili da parte del Land. Eppure, solo un anno dopo, erano previsti 2,44 milioni di euro per gli impianti di innevamento.

Gli sciatori che si godono le discese sulla neve artificiale, sotto il sole invernale, non pensano alla minaccia rappresentata dall'innevamento artificiale per la natura. Le conseguenze ecologiche interessano i seguenti ambiti:

Suolo: a seconda della quota, sono necessari decenni, se non addirittura secoli, perché il suolo e la vegetazione si riprendano dall'azione dei macchinari da costruzione. La neve artificiale grava sul suolo perchè più pesante di quella naturale. E' un isolante termico meno efficace e impiega il doppio del tempo a sciogliersi.

Flora: l'acqua derivante dallo scioglimento della neve artificiale, più ricca di sostanze nutritive, ha un'azione fertilizzante. Secondo uno studio effettuato su dodici comprensori sciistici, sulle piste il numero di specie è risultato inferiore dell'11 % rispetto al circondario.

Fauna: durante l'inverno, gli animali vengono disturbati dagli impianti di innevamento. Molte specie di uccelli, lepri, camosci e cervi evitano le aree interessate dall'innevamento artificiale. I bacini di raccolta per l'acqua utilizzata per l'innevamento possono trasformarsi in trappole per gli anfibi, a causa del livello oscillante dell'acqua.
Bilancio idrico: il prelievo di acqua per l'innevamento artificiale è eccessivo, in un periodo in cui il livello delle acque è già basso. Non sempre si rispettano i quantitativi d'acqua residui previsti. L'innevamento artificiale comporta il rischio di diffusione di sostanze nocive che possono contaminare anche la falda freatica. Il maggior deflusso di acqua durante lo scioglimento può essere causa di erosioni, comparsa di zone umide, smottamenti.

Di fronte allo scenario del riscaldamento climatico, dotarsi di cannoni da neve è un'assurdità. L'innevamento artificiale viene sostenuto con il pretesto che la neve è sempre meno garantita. La mancanza di neve, dovuta soprattutto agli sprechi energetici, viene compensata con un ulteriore spreco energetico, instaurando così un circolo vizioso. Investire in impianti di innevamento in un'epoca in cui la domanda di sport invernali, già stagnante, si contrarrà ulteriormente, potrebbe portare anche a problemi finanziari.
Anziché chiedere sempre nuovi cannoni da neve, le località turistiche invernali delle Alpi dovrebbero prepararsi a inverni con meno neve.