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Per una miglior protezione degli spazi naturali

No all’ampliamento del comprensorio sciistico nell’alto vallone dei Vans: questa la richiesta dei cittadini e delle associazioni ambientaliste francesi. © Nicolas Grunbaum

In tutto lo spazio alpino emerge l’opposizione a interventi infrastrutturali nelle aree finora integre o scarsamente utilizzate. La CIPRA rivolge un appello agli Stati alpini che questa settimana si riuniscono a Murnau/D: occorre una pianificazione territoriale integrata.

È stata probabilmente la più grande manifestazione di protesta mai realizzata su una montagna delle Alpi francesi: a metà marzo 2016 più di 600 persone hanno formato un grande cuore al di sotto della cima dei Vans a 2400 metri, nel massiccio francese di Belledonne. Si è così voluto dare un segnale contro il progetto di ampliamento del comprensorio sciistico di Chamrousse a sud-est di Grenoble. Il vallone dei Vans fa parte della rete Natura 2000. L’iniziativa è stata organizzata da 20 associazioni ambientaliste, tra cui CIPRA Francia, che si oppongono al progetto definendolo irragionevole. La sua realizzazione sarebbe in contrasto con il dato di fatto del cambiamento climatico e ostacolerebbe l’affermazione di un turismo distribuito sulle quattro stagioni.

Il Piano alpino bavarese sotto pressione

Anche altrove cittadini e associazioni ambientaliste protestano contro interventi infrastrutturali in aree finora poco o per nulla utilizzate, come nella zona del Riedberger Horn in Germania, che il Piano alpino bavarese definisce zona di protezione, o contro il collegamento delle zone sciistiche su ghiacciaio tra le valli Pitztal e Ötztal in Austria. CIPRA Germania, CIPRA Austria e CIPRA Sudtirolo hanno evidenziato in una cartina circa 40 progetti funiviari e di nuove piste nei rispettivi Paesi.

Alla fine di marzo, alla vigilia di una conferenza sulla pianificazione territoriale a Murnau/D, le tre rappresentanze hanno rivolto un appello agli Stati alpini affinché non siano più autorizzati ampliamenti di comprensori sciistici di vaste proporzioni. Ciò porterebbe a una rovinosa competizione a livello internazionale, con conseguente distruzione della natura e del paesaggio, senza alcun contributo allo sviluppo di un’economia sostenibile. Si chiede pertanto una pianificazione territoriale coordinata a livello internazionale. «Con nuovi collegamenti non facciamo nessun passo avanti nella protezione delle specie», dichiara Peter Hasslacher, presidente della CIPRA Austria. «Abbiamo bisogno della pianificazione territoriale per salvaguardare le aree integre o poco alterate».

La natura non è monetizzabile

La CIPRA International rilancia l’iniziativa con una lettera aperta agli Stati alpini, consegnata due giorni fa al segretario di Stato tedesco Rainer Bomba alla Conferenza sulla pianificazione territoriale a Murnau. Il documento sostiene gli sforzi degli Stati alpini per l’impostazione integrata e intersettoriale, che è stata esposta in una dichiarazione dopo essere stata discussa e preparata per l’approvazione da parte dei ministri. Solo questa impostazione può impedire che interessi particolari siano anteposti al bene comune. Spesso tuttavia «nel processo di pianificazione territoriale viene dato maggior peso a interessi politici o economici rispetto a valori non misurabili in termini monetari, come la qualità della vita, il paesaggio, la biodiversità o la connettività ecologica», prosegue il testo della lettera. La contrazione di biodiversità, di aree libere da infrastrutture e corridoi ecologici ne sono la prova. «Non si presta sufficiente attenzione al fatto che la natura non è solo uno tra i molti fattori che influenzano la nostra vita, ma fonte, ispirazione e presupposto di ogni vita».

Fonte e ulteriori informazioni: www.cipra.org/de/cipra/oesterreich (de), http://www.cipra.org/it/posizioni, www.mountainwilderness.fr/images/presse/2016/CP-Rassemblement-Vans/DP_Vans.pdf (fr), https://vimeo.com/159052489 (fr)