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Punto di vista: Non c’è ricostruzione senza la società civile

Špela Berlot, directrice de CIPRA Slovénie. (c) Katarina Žakelj

Il Governo sloveno vuole limitare i diritti dei rappresentanti della società civile sulle questioni ambientali. Ma questi sono ora più che mai necessari per superare la crisi, afferma Špela Berlot, direttrice della CIPRA Slovenia, perché richiamano tempestivamente l’attenzione su eventuali distorsioni nel rapporto con le risorse naturali.

In Slovenia sono all’ordine del giorno proposte legislative molto controverse: l’intenzione è di ostacolare la valutazione d’impatto ambientale relativa a investimenti in progetti edilizi e il coinvolgimento delle organizzazioni non governative (ONG) e di altri ricorrenti. Tutto ciò in contrasto con la Convenzione di Aarhus, che prevede la partecipazione del pubblico alle decisioni in materia ambientale. Le ONG non sono avversarie dello sviluppo, come spesso vengono definite. In quanto rappresentanti della società civile, esse esprimono gli interessi delle comunità locali. Con il loro impegno a favore di uno sviluppo e di investimenti locali e per un rapporto attento e misurato con le risorse naturali, rappresentano preziosi indicatori per le sfide e le crisi che si prospettano, risultando quindi indispensabili per superarle.

I progetti di costruzione e gli investimenti non correttamente bilanciati possono avere effetti positivi a breve termine sulla ricostruzione economica. Sono tuttavia necessari investimenti che, oltre a risolvere la crisi economica in atto, possano contribuire anche a risolvere la crisi climatica e della biodiversità del XXI secolo. La ricostruzione economica dopo l’epidemia di Covid-19 non deve quindi essere un pretesto per minare consolidati standard ambientali e sociali europei e nazionali.

Le organizzazioni ambientaliste fanno parte della rete sociale e attraverso le loro attività contribuiscono a conciliare le disponibilità finanziarie e le aspirazioni politiche per politiche ambientali e in generale per un futuro migliore. Riconoscere l’importanza delle organizzazioni non governative significa anche apprezzare il dialogo con la società civile. In tempi di crisi climatica e ambientale, questo dialogo acquista particolare rilevanza, perché il coinvolgimento della società è essenziale per superare qualsiasi crisi.

Se vogliamo raggiungere gli obiettivi climatici che ci siamo prefissati come Stato, come comunità europea e globale, la politica, l’economia, la società civile e le altre strutture devono agire in modo coordinato. Il ruolo delle organizzazioni non governative e delle associazioni ambientaliste è quello di osservare i responsabili delle decisioni, formulare proposte per politiche ambientalmente corrette ed equilibrate e segnalare con forza gli errori. I singoli possono contribuire a tale obiettivo sostenendo queste organizzazioni e impegnandosi pubblicamente per il loro diritto a far sentire la propria voce nelle questioni ambientali.