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La Svizzera respinge la legge sulla caccia

Proteggere le pecore abbattendo i lupi come misura preventiva: la maggioranza della Svizzera ha votato contro questa legge sulla caccia. (c) Marion Ebster, CIPRA International

Si spalanca un fossato tra città e campagna a causa dei lupi in Svizzera: una legge sulla caccia che avrebbe permesso l’uccisione precauzionale dei lupi è stata respinta dalla maggioranza della popolazione svizzera.

A fine settembre 2020 il 51,9% degli abitanti della Svizzera ha votato contro una legge sulla caccia che avrebbe permesso ai cantoni di consentire la caccia ai lupi come misura precauzionale per prevenire la predazione delle pecore. La maggioranza delle regioni di montagna della Svizzera centrale ha votato a favore della legge sulla caccia, mentre l’Altopiano e la Svizzera occidentale francofona densamente popolata hanno votato contro. Le associazioni ambientaliste e di protezione della natura avevano criticato il fatto che la legge rappresentava una minaccia per la protezione delle specie e che le disposizioni cantonali sarebbero state causa di confusione in merito ai livelli di protezione delle specie in pericolo. Esse intendono presentare al più presto un’iniziativa parlamentare per una “legge sulla caccia con il senso delle proporzioni” che protegga le specie in pericolo come la lepre comune, il fagiano di monte, la pernice bianca e la beccaccia. Per quanto riguarda i lupi, si afferma: “Ove necessario, si prevede una moderata regolazione del lupo, che garantisca la consistenza della specie e i branchi, e allo stesso tempo tenga conto delle preoccupazioni della popolazione”. Anche in Tirolo/A il ritorno del lupo è una questione che solleva preoccupazione. Nel Land austriaco è stato dimostrato che durante l’estate 2020 i lupi hanno ucciso 140 pecore. Il Tirolo, per il quale i cosiddetti “lupi problematici” dovrebbero poter essere abbattuti intende ora presentare un reclamo all'UE per ridurre lo status di protezione del lupo. Anche Arge Alp (Comunità di lavoro che comprende alcune regioni, land e cantoni alpini) ha rivolto questa richiesta alla Commissione UE, senza tuttavia il consenso dei cantoni svizzeri. Questi si sono astenuti su questo punto per via della legge sulla caccia che è stata respinta. 

Scambio di esperienze attraverso le Alpi

Il ritorno nelle Alpi di animali selvatici giunti alle soglie dell’estinzione, come lo stambecco e il lupo, è un’esperienza di successo nella conservazione delle specie, afferma Barbara Wülser, codirettrice della CIPRA e membro della Piattaforma Fauna Selvatica e Società (WISO) della Convenzione delle Alpi. “I lupi si spostano attraverso i confini. I Paesi alpini devono pertanto affrontare insieme le sfide che ne derivano in materia di protezione delle specie e delle greggi e imparare insieme. Nell'ambito di un progetto in corso, la CIPRA sta conducendo decine di interviste con persone provenienti da tutti i Paesi alpini che hanno una lunga esperienza di convivenza con i grandi predatori in diversi settori – dalla pastorizia alla caccia. Da queste interviste intende trarre raccomandazioni operative e rafforzare il trasferimento di conoscenze sull'argomento in tutto l’arco alpino.

 

Fonti e ulteriori informazioni:

www.srf.ch/news/abstimmung-27-september-2020/jagdgesetz/umgang-mit-dem-wolf-das-stimmvolk-schiesst-das-jagdgesetz-ab (de), www.nzz.ch/schweiz/ein-wolfsgraben-zieht-sich-durch-die-schweiz-ld.1578795?mktcid=smsh&mktcval=OS%20Share%20Hub (de), www.srf.ch/news/abstimmung-27-september-2020/jagdgesetz/auf-einen-blick-das-neue-jagdgesetz-in-kuerze (de), www.pronatura.ch/it/node/7592, www.republik.ch/2020/09/05/im-wolfspelz (de), https://tirol.orf.at/stories/3067300/ (de), salzburg.orf.at/stories/3069285/ (de)