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Il paesaggio è negoziabile

18/02/2019
In che modo il nostro sguardo sulle Alpi influisce sul modo in cui ci rapportiamo alla natura e alle risorse naturali nelle Alpi? Il numero attuale della rivista tematica “AlpinScena” mette in luce il nostro rapporto con il paesaggio alpino.
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© Djennat Derradi (Illustrazione), Enzo Moser (Foto)

Le persone hanno un rapporto di interdipendenza con il paesaggio: da un lato lo modellano attraverso la loro attività, dall’altro ne sono a loro volta condizionati dalla sua azione e dalle sue prestazioni. Nei paesaggi si intrecciano relazioni, ricordi e visioni. Se ce ne rendiamo conto, ciò può contribuire alla comprensione e a instaurare un rapporto più sostenibile con il paesaggio. Il cambiamento del paesaggio è un processo strisciante che riceve meno attenzione pubblica rispetto a crisi economiche o sconvolgimenti politici, ma ha una grande influenza sulla qualità della nostra vita. “AlpinScena” n. 104, dal titolo “Il paesaggio è negoziabile” mette in luce queste interrelazioni e rende consapevoli.

Perché per ciascuno di noi il paesaggio è qualcosa di diverso? È ancora possibile salvare il paesaggio alpino? Come possiamo percepire le Alpi con tutti i sensi? I molteplici contributi presentati nella rivista tematica lo dimostrano: l’aspetto delle Alpi è sfaccettato e in continua evoluzione. Il compositore Henry Torgue racconta come trasforma il paesaggio in musica. Con la sua architettura Gion A. Caminada vuole creare comunità e relazioni, come spiega nell’intervista. Per la presidente della CIPRA Internazionale Katharina Conradin, il paesaggio è negoziabile – ma non lo è la sua protezione.

“AlpinScena” è disponibile online su www.cipra.org/alpinscena oppure può essere ordinato gratuitamente a.  

 

Fonti ed ulteriori informazioni:
www.cipra.org/alpinscena