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Il paesaggio è negoziabile

© Djennat Derradi (Illustrazione), Enzo Moser (Foto)

In che modo il nostro sguardo sulle Alpi influisce sul modo in cui ci rapportiamo alla natura e alle risorse naturali nelle Alpi? Il numero attuale della rivista tematica “AlpinScena” mette in luce il nostro rapporto con il paesaggio alpino.

Le persone hanno un rapporto di interdipendenza con il paesaggio: da un lato lo modellano attraverso la loro attività, dall’altro ne sono a loro volta condizionati dalla sua azione e dalle sue prestazioni. Nei paesaggi si intrecciano relazioni, ricordi e visioni. Se ce ne rendiamo conto, ciò può contribuire alla comprensione e a instaurare un rapporto più sostenibile con il paesaggio. Il cambiamento del paesaggio è un processo strisciante che riceve meno attenzione pubblica rispetto a crisi economiche o sconvolgimenti politici, ma ha una grande influenza sulla qualità della nostra vita. “AlpinScena” n. 104, dal titolo “Il paesaggio è negoziabile” mette in luce queste interrelazioni e rende consapevoli.

Perché per ciascuno di noi il paesaggio è qualcosa di diverso? È ancora possibile salvare il paesaggio alpino? Come possiamo percepire le Alpi con tutti i sensi? I molteplici contributi presentati nella rivista tematica lo dimostrano: l’aspetto delle Alpi è sfaccettato e in continua evoluzione. Il compositore Henry Torgue racconta come trasforma il paesaggio in musica. Con la sua architettura Gion A. Caminada vuole creare comunità e relazioni, come spiega nell’intervista. Per la presidente della CIPRA Internazionale Katharina Conradin, il paesaggio è negoziabile – ma non lo è la sua protezione.

“AlpinScena” è disponibile online su www.cipra.org/alpinscena oppure può essere ordinato gratuitamente a.  

 

Fonti ed ulteriori informazioni:
www.cipra.org/alpinscena

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