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I media puntano i riflettori sulla corsa al potenziamento negli sport invernali

Sempre più grande, più in alto, più in là – l’espansione delle zone sciistiche assume dimensioni non più sostenibili. Nell’immagine la zona sciistica sudtirolese di Belprato/IT, interessata da progetti di ampliamento. © Marius Brede/flickr

L’appello della CIPRA contro la corsa al potenziamento dei comprensori sciistici ha suscitato un’ampia risonanza. Dati di fatto come i cambiamenti climatici, la stagnazione del numero degli sciatori e il calo dei profitti evidenziano l’urgenza delle richieste presentate.

Gli Stati alpini fanno a gara nell’ampliamento dei rispettivi comprensori sciistici: in Germania due comuni ai piedi del Riederberger Horn cercano di allentare i vincoli del Piano alpino della Baviera, uno strumento consolidato per la protezione delle Alpi, per realizzare un collegamento tra zone sciistiche attraverso un’area protetta. Altri esempi sono il previsto collegamento delle zone sciistiche su ghiacciaio tra le valli Ötztal e Pitztal in Austria oppure l’ampliamento delle aree sciistiche di Malga San Valentino e Belprato oltre i limiti autorizzati in Val Venosta/IT (Sudtirolo).

A fornire valide ragioni contro un eccessivo potenziamento dei comprensori sciistici sono soprattutto i cambiamenti climatici, la stagnazione del numero degli sciatori e il calo della redditività. Molti di essi sono già oggi al limite della sopravvivenza economica. In Svizzera, ad esempio, solo un terzo delle zone sciistiche sono economicamente redditizie.

Alla fine di settembre 2016 i rappresentanti di CIPRA Germania, Austria, Sudtirolo e della CIPRA International hanno lanciato l’allarme in una conferenza stampa congiunta a Innsbruck/A. Essi chiedono una moratoria a livello alpino per l’ampliamento delle zone sciistiche e una strategia sostenibile per lo sviluppo nelle regioni alpine che tenga conto degli accordi vigenti, dei piani territoriali e dei cambiamenti climatici sulla base della Convenzione delle Alpi.

Katharina Conradin, presidente della CIPRA International, ha precisato “Per un cambiamento di mentalità sarebbe necessario un forte impegno per promuovere progetti rispondenti a coerenti criteri di sostenibilità, e questo in tutti gli Stati alpini”. A tal fine sarebbe indispensabile una maggior cooperazione nel turismo estesa a tutto lo spazio alpino.

Nei Paesi di lingua tedesca l’appello della CIPRA ha avuto un’ampia risonanza. Numerosi organi di informazione hanno colto l’occasione per approfondire il tema del futuro degli sport invernali. Le reazioni sono state sia favorevoli che critiche.

Fonte e ulteriori informazioni:

www.cipra.org/de/news/internationaler-stopp-fuer-flaechenhafte-erweiterung-von-skigebieten-gefordert (de)

www.cipra.org/de/medienmitteilungen/wintertourismus-in-den-alpen-wachstum-auf-teufel-komm-raus (de)

http://www.cipra.org/de/cipra/oesterreich/#wintertourismus-in-den-alpen-wachstum-auf-teufel-komm-raus-1 (de)