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Ancora Olimpiadi nelle Alpi italiane

Nelle valli Susa e Chisone dopo "Torino 2006" sono rimasti i debiti e le rovine (c) CIPRA Italia, Francesco Pastorelli

Vent’anni dopo l’edizione di Torino 2006 i Giochi invernali torneranno 2026 nelle Alpi italiane. Entusiasmo alle stelle, grandi aspettative per i territori. Le passate edizioni dei Giochi dovrebbero indurre a maggior cautela: i grandi eventi sportivi hanno spesso lasciato debiti e rovine.

Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha appena assegnato la 25. edizione delle Olimpiadi della neve al tandem Milano-Cortina. Dopo il ritiro delle candidature alpine di Sion, Graz ed Innsbruck, di quella di Sapporo in Giappone e della canadese Calgary, Milano-Cortina ha battuto Stoccolma-Are, proposta a dire il vero poco convinta e poco sostenuta dallo stesso governo svedese. Entusiasmo alle stelle in Italia in questi giorni da parte di politici e mass media. Ma è davvero giustificato o non sarebbe il caso di essere un minimo preoccupati?

Sebbene questa edizione dei giochi, da quanto si apprende dal dossier di candidatura, verrà distribuita sul territorio e si riutilizzeranno molti impianti esistenti, l’esperienza di Torino 2006, soprattutto per quanto riguarda i costi finali e gli impianti abbandonati sul territorio montano (pista da bob, trampolini, pista di biathlon) dovrebbe mettere in guardia gli organizzatori e la classe politica. Se una grande città come Milano può avere la capacità di sopportare la pressione di un grande evento e di sfruttare questa opportunità, non altrettanto si può dire per le zone montane coinvolte, la Valtellina e le Dolomiti.

Infatti i grandi eventi sportivi, così come vengono oggi concepiti dal CIO, poco si adattano ai territori alpini, come sostiene da sempre la CIPRA nella presa di posizione «Alpi libere da Olimpiadi». «Non esiste un solo studio che dimostri seriamente che i Giochi abbiano dato un contribuito positivo e a lungo termine allo sviluppo economico di una regione alpina», rimarca Francesco Pastorelli, Direttore di CIPRA Italia. Al contrario: l’esperienza dimostra che gli effetti economici dei Giochi olimpici si fanno sentire solo nel breve periodo – ammesso che ve ne siano.

Nel frattempo uno dei primi effetti della designazione di Milano-Cortina si è riscontrato in borsa: i titoli del settore immobiliare e delle costruzioni ne hanno immediatamente tratto beneficio. Il timore che l’assegnazione dei Giochi possa diventare un pretesto per costruire nuovi collegamenti sciistici e nuove infrastrutture viabilistiche è quindi più che fondato.

 

Fonti e ulteriori informazioni:

twnews.it/it-news/risanamento-vola-in-borsa-effetto-olimpiadi-invernaliwww.ilfoglio.it/economia/2019/06/25/news/effetto-olimpiadi-a-piazza-affari-262247/www.milanocortina2026.coni.it/images/CandidatureFile_MilanoCortina2026_eng.pdf (en), https://corrierealpi.gelocal.it/belluno/cronaca/2019/06/25/news/gli-ambientalisti-contro-le-olimpiadi-a-cortina-1.35692565www.cipra.org/it/dossiers/giochi-olimpici-invernali/rapporti-sulla-base-delle-esperienze-1/giochi-olimpici-di-torino-2006www.cipra.org/it/posizioni/alpi-libere-da-olimpiadi