Stress test per la natura

Una fitta rete di aree protette Natura 2000 si estende su tutto il territorio alpino. Queste aree sono tutelate dalla direttiva Uccelli e dalla direttiva Habitat. La Commissione europea intende ora sottoporre questa direttiva a uno “Stress test” con l’obiettivo di semplificarla. Le organizzazioni ambientaliste segnalano il rischio di un indebolimento occulto degli attuali standard di protezione.

Dalle Caravanche, al confine tra Slovenia e Austria, al Mercantour, vicino alla costa mediterranea francese, dal Gran Paradiso nelle Alpi occidentali italiane al Parco Nazionale di Berchtesgaden nelle Alpi Calcaree settentrionali: aree protette Natura 2000 come queste potrebbero essere ora sottoposte ad una pressione maggiore. Nell’ambito della sua iniziativa di semplificazione, la Commissione europea sta valutando se le direttive sulla protezione della natura possano essere rese più efficienti in termini di costi, se sia possibile ridurre gli oneri amministrativi e semplificare i processi. L’obiettivo dell’UE è quello di aumentare la propria competitività, salvaguardando al contempo gli standard sociali ed ecologici. Fino al 10 agosto 2026, organizzazioni, privati e imprese possono esprimere la propria opinione nell’ambito di una procedura di consultazione pubblica.

Organizzazioni impegnate nella tutela della natura, come BirdLife e WWF, riscontrano preoccupanti conseguenze: un indebolimento di queste direttive non comporterebbe una riduzione della burocrazia, bensì un diretto abbassamento degli standard di protezione. La Commissione europea ignorerebbe il fatto che le direttive non servono solo a proteggere specie rare come l’aquila reale, lo stambecco alpino o la scarpetta di Venere, ma che un ambiente intatto costituisce la base per una vita di qualità. Boschi, zone umide e suoli sani contribuiscono a prevenire inondazioni, frane e carenze idriche, forniscono acqua potabile pulita e mitigano gli effetti del cambiamento climatico.

Nelle Alpi la pressione sui siti Natura 2000 è già molto forte. Nuovi bacini artificiali per la transizione energetica, l’espansione dei comprensori sciistici e un turismo in forte crescita mettono a dura prova questi ecosistemi sensibili. Abbassare gli standard di protezione aggraverebbe ulteriormente la situazione e indebolirebbe ancora di più la resilienza naturale degli ecosistemi. “Gli attuali piani della Commissione minano i pilastri fondamentali della legislazione UE in materia di protezione della natura. Sono messe a repentaglio le strutture e le esperienze accumulate negli Stati membri nel corso di decenni, nonché la certezza del diritto garantita dalla giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea”, afferma Paul Kuncio, esperto di diritto ambientale presso la CIPRA International. Per questo motivo, la CIPRA esprimerà un parere critico nell’ambito dell’attuale procedura di consultazione. Inoltre, la campagna “HandsOffNature” chiede alla politica europea di difendere le leggi vigenti in materia di protezione della natura e di non indebolirle a favore di profitti a breve termine.

Le persone interessate possono sostenere la campagna qui: www.cipra.org/en/news/when-nature-loses-we-all-lose 

Fonti: www.bundesumweltministerium.de/themen/naturschutz/gebietsschutz-und-vernetzung/natura-2000/schutzgebietsnetz-natura-2000 (de), https://natura2000.eea.europa.eu (en), https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/18072-Vogelschutzrichtlinie-und-Habitat-Richtlinie-Stresstest_de (de), www.birdlife.at/artikel/stress-test-vogelschutzrichtlinie/ (de), https://handsoffnature.eu/the-campaign/ (en), www.dnr.de/aktuelles-termine/aktuelles/eu-stresstest-fuer-vogelschutz-und-lebensraeume-laeuft (de)