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Spazi finiti per bisogni infiniti

Lo spazio è finito. «Alpinscena» si interroga sul contributo della pianificazione territoriale alla qualità della vita nelle Alpi. © Jonas Studach

Vivere, lavorare, trascorrere il tempo libero e le vacanze, ottenere energia: molte richieste di utilizzo mettono sotto pressione la risorsa finita “spazio” nelle Alpi. Nell’ultimo numero di Alpinscena la CIPRA richiama l’attenzione su questo tema.

Il 18 aprile a Fred Frohofer è toccato il lavaggio dei piatti. Lo sapeva da mesi. Questo servizio lo impegna circa quattro volte all’anno. Come abitante dell’insediamento “Kalkbreite” condivide la cucina e altro con i suoi coabitanti. La cooperativa di Zurigo sperimenta forme abitative e lavorative a basso consumo di spazio e orientandosi ai villaggi alpini.

Anche lì si è consapevoli che lo spazio è una risorsa limitata. Con il n. 101 della rivista Alpinscena  dal titolo “Lo spazio è finito” la CIPRA mostra quale potrebbe essere il contributo della pianificazione territoriale alla qualità della vita nelle Alpi. Gianluca Cepollaro è convinto che occorre battere nuove strade. “Nelle Alpi” spiega il direttore della Scuola per il Governo del Territorio e del Paesaggio Step di Trento/I, “dove morfologicamente il suolo è già una risorsa scarsa, ci rendiamo conto che siamo davanti al problema di un consumo di spazio non più sostenibile”. Le soluzioni devono essere elaborate nell’ambito di un processo partecipativo.

Il tema degli spazi poco sfruttati è da sempre una questione scottante. Il 14 ottobre 2016 alla Settimana alpina di Grassau/D con la sessione “Ove bramisce il cervo e mormora il torrente” la CIPRA si interroga su come introdurre criteri oggettivi nella discussione e in che modo censire, valutare e proteggere da interventi le aree scarsamente sfruttate. La rivista tematica Alpinscena può essere scaricata come pdf su www.cipra.org/alpinscena o essere richiesta gratuitamente a .

Fonte e ulteriori informazioni:

www.cipra.org/alpinscena, www.alpweek.org