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Piste aperte nonostante il Coronavirus?

25/11/2020
Un inverno senza vacanze sulla neve: questo è lo scenario che le stazioni sciistiche delle Alpi vogliono evitare a tutti i costi. Servono misure sanitarie efficaci e investimenti in forme di turismo più sostenibili.
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Sogno ad occhi aperti oppure incubo: nell’inverno 2020/21 segnato dalla pandemia da Covid-19 un affollamento come si è verificato in passato rappresenta piuttosto la seconda opzione per le stazioni sciistiche. (c) Adrien Lebrun

Un problema che riguarda il comparto del lusso o un disastro economico: l’opinione pubblica oscilla tra questi poli per la stagione sciistica 2020/21. Intanto le stazioni sciistiche su ghiacciaio in Austria, Italia, Francia e Svizzera hanno aperto le loro piste già in ottobre. Davanti agli impianti di risalita si sono formate folle di persone che hanno riportato alla mente i ricordi dell’inverno scorso, quando Ischgl/A era diventata l’emblema del contagio da Coronavirus in Europa. Niente après ski, corse in cabinovia più veloci, dispositivi di disinfezione, test mediante tamponi rapidi, biglietti online, mascherine obbligatorie sugli impianti di risalita: con misure come queste, le stazioni sciistiche cercavano di dare ai loro ospiti una sensazione di sicurezza, nonostante tutte le incertezze. La sola stazione sciistica di Ischgl ha stanziato 700.000 euro per proteggere i suoi ospiti dal contagio da Covid-19. Le misure sanitarie a breve termine sono naturalmente importanti nella situazione attuale, ma sono altrettanto necessari investimenti a lungo termine in forme di turismo più sostenibili, afferma Christian Baumgartner, ricercatore turistico e copresidente della CIPRA International. “La crisi innescata dal Covid-19 sta colpendo in particolar modo le regioni di montagna che si sono rese troppo dipendenti dal turismo sciistico. Ora è necessario un ripensamento”. La crisi climatica rappresenta una sfida ancora più grande per queste destinazioni, prosegue Baumgartner. Le stazioni sciistiche e gli hotel, che avevano già aperto la stagione in tutto l’arco alpino, hanno dovuto chiudere all’inizio di novembre a causa del forte aumento dei contagi, e una riapertura a dicembre è tuttora incerta. Solo in Svizzera le attività sciistiche sono proseguite praticamente indisturbate. Il governo italiano intende discutere con gli Stati alpini confinanti per una chiusura a livello europeo di tutte le stazioni sciistiche fino alla fine di gennaio 2021.

 

Fonti e ulteriori informazioni:

Trotz Stornohagels proben Österreichs Skigebiete Corona-freie Saison (de), Dem Wintertourismus droht die Katastrophe (de), Bangen um Wintersaison in Italien (de), Covid-19 : les stations de ski se préparent à une réouverture dès la fin du confinement (fr), Covid : les stations de ski veulent pouvoir effectuer des tests rapides cet hiver (fr), Covid-19 : le monde du ski «croise les doigts pour que le confinement s’arrête» (fr), Skifahren 2020/21 trotz Corona: Wann beginnt die Saison in Deutschland, Österreich und der Schweiz? (de), Valeria Ghezzi, Presidente Anef: “Torneremo a sciare non appena la curva dei contagi sarà sotto controllo", Turismo invernale, una stagione in bilico, Italien will europaweites Verbot von Skiurlaub zu Weihnachten (de)