Le strade di montagna come modello di business?

Percorrere una strada di alta montagna tra panorami mozzafiato e ambienti naturali di rara bellezza è un’attività che attira sempre più appassionati. In bicicletta - soprattutto con l’avvento delle e-bike – ma anche a piedi e, purtroppo, con ancora troppi veicoli motorizzati.

La tendenza, dopo anni di deregulation, sta diventando un po’ ovunque quella della regolamentazione. Tuttavia, nelle Alpi occidentali italiane le centinaia di chilometri di strade di montagna, in particolare strade sterrate, continuano ad essere prese d’assalto da motociclisti e fuoristrada 4x4. Si tratta per lo più di persone provenienti da paesi dove questa attività o non è consentita o non è possibile per l’assenza di questi ambienti, alle quali vengono offerti veri e propri pacchetti turistici che comprendono percorsi ad alta quota con mezzi motorizzati. Un modo di mercificare la montagna, banalizzandola; un guadagno immediato a scapito di un prodotto che a lungo termine, al di là dell’impatto sull’ambiente, rischia di essere compromesso.

I pedaggi, laddove adottati, non servono da deterrente e vanno destinati alla manutenzione delle strade usurate dal traffico. Le giornate senza veicoli a motore sono troppo poche -tranne rare eccezioni- rispetto a quelle dove il transito è libero. Su pochissime strade sterrate vige il divieto generalizzato. Ad esempio, ogni ipotesi per la limitazione del traffico motorizzato per la strada del Sommeiller, una strada sterrata che arriva a quasi 3.000 metri di quota, incontra le resistenze di chi teme un danno alle piccole attività presenti nella zona. Ma il confronto non dovrebbe essere solo tra chi guadagna e chi perde nell’immediato: riguarda il modello di montagna che vogliamo costruire nei prossimi decenni. Eppure, quando vengono applicate limitazioni ai mezzi a motore i frequentatori non mancano e l’esperienza vissuta è di qualità maggiore.

Una riconversione da parte di motociclisti e possessori di veicoli fuoristrada verso l’escursionismo o il ciclismo è auspicabile quanto improbabile. Invece da parte degli enti locali un maggior coraggio e lungimiranza nelle azioni a tutela di ambienti e paesaggi unici andrebbe a beneficio anche di una frequentazione turistica di qualità.


Ulteriori informazioni:

www.ildolomiti.it/altra-montagna/idee/2026/su-una-delle-strade-piu-alte-deuropa-una-processione-continua-che-lascia-nellaria-polvere-e-gas-di-scarico-sul-colle-del-sommeiller-tra-fuoristrada-moto-e-un-ghiacciaio-scomparso (it), https://altaviadelsale.it/it/ (it, fr, en), www.comune.canosio.cn.it/Dettaglionews?IDNews=347590 (it), https://www.stradadeicannoni.it/it/ (it, en), www.stradaassietta.it/ (it), www.pngp.it/nivolet (it)