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La scintilla olimpica non scocca

No alle Olimpiadi: il Tirolo decide di rifiutare la candidatura per i Giochi olimpici invernali 2026 © Province of British Columbia_flickr

La popolazione del Tirolo ha espresso il suo rifiuto per le Olimpiadi 2026. Il megaevento sportivo se la passa male in tutto l’arco alpino.

Nella capitale del Land la risposta è stata ancora più chiara che in Tirolo/A: Innsbruck ha respinto la candidatura olimpica con il 67,4 percento dei voti. Il testo sottoposto a votazione parlava di “Giochi invernali olimpici e paralimpici in linea con le esigenze regionali nonché economicamente ed ecologicamente sostenibili” da svolgersi nel 2026. Tuttavia queste parole altisonanti non sono riuscite a convincere la popolazione della volontà riformatrice del Comitato Olimpico Internazionale (CIO). Nelle prime pagine dei giornali i titoli negativi sul CIO non danno tregua: le accuse di corruzione e indebitamento a Rio, l’epocale esplosione dei costi a Soči, i giochi su neve artificiale a Pechino.

Mancano come sempre riforme fondamentali. La popolazione delle Alpi si oppone al gigantismo spregiudicato delle Olimpiadi, come dimostra la votazione in Tirolo. I Giochi olimpici invernali nella loro forma attuale non sono sostenibili né a livello ambientale né a livello sociale, sostiene anche la CIPRA nella sua presa di posizione “Alpi libere da Olimpiadi”. Come sottolinea Katharina Conradin, presidente della CIPRA Internazionale: “Le esperienze fatte nei decenni passati dimostrano che le montagne non sono adatte a questo megaevento capace solo di distruggere l’ambiente e mandare all’aria i conti pubblici”.

Nel Vallese/CH è tuttora in discussione la candidatura di Sion. Il Consiglio federale appoggia la candidatura svizzera alle Olimpiadi invernali del 2026, e in caso di aggiudicazione è pronta a erogare fino a 995 milioni di franchi. Inoltre il CIO consente per la prima volta una copertura del disavanzo limitata da parte del paese ospitante. Resta però poco chiaro a chi spetti intervenire, nel caso di un superamento dei costi. Tra la popolazione e negli ambienti politici l’atmosfera è piuttosto sottotono, i sogni olimpici dei Grigioni hanno già fallito la prova dell’urna a febbraio. A questo si aggiunge la perdita di importanza che gli sport invernali stanno conoscendo a causa dei mutamenti climatici. “Considerati gli inverni più corti e la mancanza di neve, un posizionamento della Svizzera come meta invernale andrebbe a cozzare contro le strategie volte a promuover un turismo su tutto l’arco dell’anno”, riassume Conradin.


Fonti ed ulteriori informazioni:

www.cipra.org/it/dossiers/giochi-olimpici-invernali/presa-di-posizione-della-cipra , www.olympia-nein.ch/go/aktuelles/meldungen/katharina.php (de) , www.olympia-nein.ch/go/aktuelles/meldungen/oberwallis.php (de) , www.nolympia.de (de) , www.sueddeutsche.de/sport/olympische-winterspiele-alles-auf-weiss-1.3714272 (de) , derstandard.at/2000064866990/Olympia-2026-Frage-fuer-Volksbefragung-rechtswidrig (de) , www.nzz.ch/schweiz/das-wallis-und-olympia-eine-liebesgeschichte-ld.1323001 (de) , www.spiegel.de/sport/sonst/olympia-2016-rio-bleibt-auf-schulden-sitzen-und-hofft-vergeblich-auf-das-ioc-a-1156952.html (de) , www.aargauerzeitung.ch/schweiz/reichen-995-millionen-fuer-olympia-jetzt-kommt-das-ioc-der-schweiz-entgegen-131858477 (de)