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Digitale e creativo: sciopero per il clima nonostante il coronavirus

27/05/2020
#digitalstrike globale, sciopero per il clima in Svizzera, accordo Covid/clima in Austria, mail bombing in Italia: come gli attivisti per il clima nei Paesi alpini reagiscono alle restrizioni sugli spostamenti e cosa salvano dalla crisi del Covid-19
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Protesta per il clima durante la crisi Covid-19: gli attivisti in Svizzera esprimono le loro richieste su pietre dipinte. (c) Klimastreik Graubünden

In realtà gli attivisti per il clima del movimento “Sciopero per il clima Svizzera” avrebbero voluto portare la loro mobilitazione del 15 maggio nelle strade di tutto il Paese. In seguito alla pandemia di Covid-19, come i movimenti per il clima di tutto il mondo, hanno trasferito le loro azioni principalmente in rete. La loro protesta diventa ora visibile nonostante le restrizioni sugli spostamenti: nei Grigioni, ad esempio, tutti sono invitati a scrivere messaggi su pietre, manifesti e cartelli da collocare in luoghi pubblici. “Per noi è una grande sfida suscitare una tale attenzione mediante iniziative digitali. In realtà all’interno del nostro gruppo il lavoro e la comunicazione continuano a funzionare molto bene”, afferma la sedicenne dell’Appenzell Leandra di Sciopero per il clima Svizzera. Il diciassettenne Loris, attivo a livello regionale a Coira nei Grigioni, dischiara: “Dobbiamo trarre le nostre conclusioni dalle trasformazioni indotte dalla crisi del Coronavirus sul piano sociale. Abbiamo bisogno della stessa solidarietà e della stessa determinazione per scongiurare anche la crisi climatica”. Leandra, Loris e molti altri attivisti del movimento per il clima in Svizzera hanno elaborato un piano d’azione per il clima, con il quale invitano i politici a elaborare programmi di ricostruzione economica nel rispetto dell’ambiente e del clima.

Un accordo, molte mail

Anche “Fridays for Future Austria” richiede un simile contratto sociale nel suo accordo Covid-19/clima. Grazie all’allentamento delle restrizioni sugli spostamenti, in diverse città si hanno ripreso a svolgersi manifestazioni e flash mob per la protezione del clima negli spazi pubblici. In Italia il movimento per il clima ha organizzato un mail bombing, che ha ottenuto l’invio ai leader politici di circa mezzo milione di mail con richieste puntuali. Già alla fine di aprile ha avuto luogo uno sciopero digitale del clima in tutto il mondo, al quale hanno partecipato centinaia di migliaia di persone mediante un livestream all’insegna del motto “fighteverycrisisis”. Per i giovani come Leandra e Loris una cosa è chiara: vogliono che al più presto possibile anche in Svizzera lo sciopero per il clima possa svolgersi di nuovo negli spazi pubblici. Non mancano le idee e la voglia di passare all’azione.

Fonti ed ulteriori informazioni:

climatestrike.ch/it, www.klimastreik-graubuenden.ch/ (de), fridaysforfuture.at/events/2020-05-06-einwoechiger-protest-vor-dem-bundeskanzleramt (de), www.fridaysforfutureitalia.it/agisci, fridaysforfuture.de/netzstreikfursklima/ (de), www.zeit.de/campus/2020-04/fridays-for-future-netzstreik-fuers-klima-streik-berlin (de), www.faz.net/aktuell/politik/inland/fridays-for-future-streik-im-kinderzimmer-16739963.html (de), www.umweltinstitut.org/aktuelle-meldungen/meldungen/2020/klima/die-klimabewegung-im-krisenmodus (de),


Loris e Leandra di "Klimastreik Schweiz" in un'intervista per il podcast della CIPRA (tedesco)