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Affinché l'acqua delle Alpi sia sufficiente per tutti

Chiare, fresche e ambite acque: l'acqua e il suo utilizzo al centro di Alpinscena n. 98. © Francesco Pastorelli

La risorsa più preziosa delle Alpi è molto ambita. L'ultimo numero della rivista tematica della CIPRA Alpinscena dal titolo "L'acqua alpina è molto quotata" spiega per quale ragione l'acqua deve rimanere un bene comune.
Se qualcosa sembra essere disponibile in quantità illimitata, tende a essere rimosso dalla coscienza. Questo accade ad esempio con l'acqua nelle Alpi. Diventa un tema solo se localmente se ne ha troppa o troppo poca, in caso di siccità, colate detritiche o inondazioni. Tuttavia l'acqua pulita e il libero accesso ad essa non sono sempre condizioni garantite, neppure nelle Alpi.
Privatizzazione dell'acqua potabile, sfruttamento dell'energia idroelettrica, commercializzazione delle acque minerali - i presupposti per i conflitti ci sono tutti. Con il cambiamento climatico si ha inoltre uno slittamento, temporale e spaziale, della disponibilità di acqua, un fatto tutt'altro che trascurabile per l'agricoltura.
Le Alpi, riserva idrica d'Europa, forniscono acqua potabile e per scopi industriali a vaste aree del continente. "C'è abbastanza acqua per tutti", sottolinea Jean Ziegler, membro del Comitato consultivo del Consiglio per i Diritti umani delle Nazioni unite, nell'intervista pubblicata su Alpinscena, la rivista tematica della CIPRA dal titolo "L'acqua alpina è molto quotata". È principalmente una questione di responsabilità e di distribuzione.
Sono necessari un'impostazione complessiva e una politica dell'acqua a livello alpino, come da tempo richiesto dalla CIPRA, che ora pone il tema al centro della propria Conferenza annuale dal titolo "Abbeveratoio Alpi", che si terrà dal 10 al 12 ottobre 2013 a Bolzano/I.
Alpinscena è disponibile gratuitamente su: www.cipra.org/it/CIPRA/cipra-internazionale