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Punto di vista della CIPRA: Dal vertice Italia -Francia di Lione nessun passo avanti verso il trasferimento modale.

Ferrovia ad alta velocità: per il trasferimento del traffico merci e passeggeri dalla gomma alla rotaia non è necessario attendere la realizzazione di costosi megaprogetti come la Lione-Torino. © atropo8 / flickr.com

Si è continuato a discutere della costruzione di grandi opere, senza certezze sui costi e sui tempi di realizzazione. Invece di favorire il trasferimento modale con politiche conformi al protocollo Trasporti della Convenzione delle Alpi, si è deciso di raddoppiare il tunnel autostradale del Frejus.
La CIPRA ribadisce che la priorità non è la realizzazione di nuove costosissime grandi opere per le quali saranno necessari decenni per essere completate, ma il trasferimento modale delle merci e dei passeggeri dalla strada alla rotaia che potrebbe già essere attuato immediatamente utilizzando al meglio le linee ferroviarie esistenti.
Annunciato in pompa magna, soprattutto dai mass media italiani, l'ennesimo vertice Italia - Francia che avrebbe dovuto rilanciare in maniera determinante il progetto di collegamento ferroviario internazionale Torino - Lione, sarà invece ricordato per la decisione congiunta di aprire la galleria di sicurezza del Frejus alla circolazione, raddoppiando di fatto il tunnel autostradale ed aumentando così la capacità di transito su strada. Preceduto da un controvertice degli oppositori a questa grande opera sempre più controversa, le cronache del 3 dicembre a Lione danno più spazio alla repressione della polizia nei confronti dei dimostranti che ai contenuti politici emersi del confronto tra i due governi. Dal comunicato diramato dalla Presidenza francese si evince un generico impegno dei due governi alla collaborazione bilaterale, la ricerca di un accordo tra le due parti sulle politiche europee ed il bilancio comunitario e la conferma di un interesse strategico al nuovo collegamento ferroviario Lione - Torino. Circa i costi del tunnel di base, i due paesi auspicano che l'UE si faccia carico del 40% dei 10-12 miliardi previsti, ma il contributo comunitario è tutt'altro che certo.
Intanto, sul fronte italiano, i costruttori dell'opera hanno dovuto subire un primo smacco: nessun prete della Valle Susa si è prestato per dare la benedizione al cantiere dove, al momento, non è ancora stato scavato un solo metro cubo di terra.
Fonte ed ulteriori informazioni: www.cipra.org/fr/presse, www.elysee.fr/president/les-actualites (fr), http://torino.repubblica.it/cronaca/2012/12/03/news, http://torino.repubblica.it/cronaca/2012/12/01/news