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Una tassa ecologica per migliorare la qualità della vita

Linea ad alta tensione: in Svizzera si discute dell'ecotassa, uno strumento che potrebbe ridurre drasticamente i consumi energetici. © Fabian Lippuner

Svolta energetica: il passaggio alle energie rinnovabili da solo non basta. Per impedire che le Alpi diventino una distesa di impianti idroelettrici, pale eoliche e pannelli fotovoltaici, è necessario ridurre i consumi. In Svizzera si discute su come procedere in questa direzione.
Un mare di pale eoliche nel Mare del Nord, centrali di pompaggio nelle Alpi da usare come accumulatori e tra le due aree una rete elettrica ad alta tensione - una prospettiva energetica basata sulle fonti rinnovabili che potrebbe diventare realtà. La svolta energetica è urgentemente necessaria per proteggere il sensibile spazio vitale alpino: ma deve attuarsi a scapito della natura? Sono sufficienti case con una migliore coibentazione e pompe di calore? Eveline Widmer-Schlumpf, ministra delle finanze svizzera, intende adottare interventi mirati per dirigere il cambiamento: già nel 2013 vuole presentare un progetto di riforma fiscale ecologica, per poi introdurlo gradualmente da qui al 2020.

L'ecotassa riduce i consumi energetici a lungo termine
L'ecotassa è una tassa d'incentivazione e tiene conto dei costi ecologici e sociali della produzione di energia. Essa viene applicata a tutti i vettori energetici, ad esempio la benzina o l'energia idroelettrica, aumentando il loro costo. Questa imposta sarà restituita ai privati e alle imprese attraverso sgravi fiscali in altri campi, ad esempio sui contributi per l'assistenza sanitaria.
Il concetto è: chi consuma meno energia paga meno tasse. Ciò renderà economicamente più interessanti gli investimenti in efficienza energetica ed energie rinnovabili, che secondo la ministra Widmer-Schlumpf rappresentano un potenziale di tutto rispetto. L'ecotassa consentirà un risparmio di energia pari circa alla metà della riduzione dei consumi energetici che la Svizzera si prefigge di conseguire a medio termine.

Diminuire i consumi per aumentare la qualità della vita
Il principio della crescita economica costituisce la base della politica regionale nelle Alpi. "Una politica che si basa sul crescente consumo di risorse naturali e accetta la progressiva distruzione dell'ambiente naturale e del paesaggio rappresenta un problema", afferma Dominik Siegrist, presidente della CIPRA Internazionale. Come dimostra il progetto della CIPRA "climalp", un'economia rispettosa delle risorse procede di pari passo con il miglioramento della qualità della vita. Ciò è confermato anche dall'Agenzia europea per l'ambiente in uno studio pubblicato a gennaio: una riforma fiscale su basi ecologiche ha creato innovazione e, nel caso della Germania, ha portato 250.000 nuovi posti di lavoro. Grazie alla riforma fiscale ecologica, introdotta in Germania tra il 1999 e il 2003 per contrastare la tendenza all'aumento dei consumi, si sono potuti ridurre anche i contributi pensionistici. Con la riduzione dei contributi sociali e un costo per tonnellata di CO2 emessa di 68 euro, nettamente più alto di oggi, entro il 2020 si dovrebbero creare altri 152.000 posti di lavoro.
Fonte e ulteriori informazioni: www.derbund.ch/schweiz/standard (de), www.zeit.de/wirtschaft/2012-08/oekosteuer (de)