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Punto di vista della CIPRA: Gottardo: la corsia d'emergenza più cara delle Alpi

Oggi nel tunnel del Gottardo si circola nei due sensi di marcia - prossimamente avremo gallerie a senso unico di marcia con la corsia d'emergenza più cara delle Alpi? © Rainer Sturm/ pixelio.de

Il Governo svizzero approva la costruzione della seconda canna al tunnel del Gottardo, nonostante l'elettorato svizzero abbia più volte respinto questo progetto. Quali le cause di questo cambiamento di rotta?
Al Gottardo verrà dunque costruita una seconda canna. Così ha deciso il Consiglio federale. Nello stesso tempo cerca però di placare gli animi: in ciascuna galleria si transiterà su una sola corsia. Così non sarà messo a repentaglio il trasferimento delle merci su rotaia, un principio sancito dalla Costituzione federale. Tale decisione è sorprendente, poiché il popolo svizzero in passato ha sempre respinto la costruzione di una seconda galleria in diverse consultazioni referendarie. L'ultima volta nel 2011 nel Canton Uri. C'è dunque da chiedersi cosa abbia spinto il Consiglio federale a decidere in favore di due gallerie a una sola corsia per senso di marcia.
L'attuale tunnel del Gottardo, con circolazione nei due sensi di marcia, prima o poi dovrà essere risanato integralmente. Nell'occasione, il tunnel stradale transalpino più importante della Svizzera dovrà essere chiuso, almeno a intervalli di tempo. Questo ha messo in allarme diversi soggetti: il Canton Ticino teme perdite economiche, altri cantoni di essere sommersi dal traffico deviato, i trasportatori costi aggiuntivi, gli automobilisti incalliti lunghe code.
L'economia, in prima fila la Federazione delle imprese Economiesuisse e l'Associazione Svizzera dei Trasportatori stradali (ASTAG), chiedono da tempo una seconda canna. Una delle principali argomentazioni utilizzata è la sicurezza degli automobilisti. Tuttavia l'Ufficio svizzero prevenzione infortuni ha recentemente dimostrato che a lungo termine una seconda canna produce un aumento del traffico, riducendo così la sicurezza.
Sono poi in gioco consistenti interessi privati, da parte di chi vorrebbe costruire e finanziare l'opera. Ultimamente il progetto ha richiamato l'attenzione di una banca che vorrebbe investire nella galleria: il pedaggio come rendita finanziaria? Chi semina infrastrutture, in fin dei conti, raccoglie traffico e forse pedaggi. Il costo della nuova galleria ammonta tra l'altro a 2,8 miliardi di franchi.
Considerando tale somma e la presenza di una seconda corsia libera, è da vedere se la promessa di non utilizzare la "corsia di emergenza" sarà mantenuta, nel momento in cui le auto dovessero incolonnarsi in coda all'ingresso del tunnel.
Fonte e ulteriori informazioni:
www.news.admin.ch/message/index, www.alpeninitiative.ch/web, www.nzz.ch/aktuell/schweiz (de) www.blick.ch/news/politik (de)