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Diminuiscono i pascoli d'alpeggio

I pascoli montani sono un elemento che caratterizza la nostra immagine delle Alpi, tuttavia la loro gestione richiede molto lavoro e in molti casi non è più redditizia. © Darkroom-Daze/flickr.com

Non sono le malghe a diminuire, ma la superficie dei pascoli montani gestiti. Questo è il primo bilancio provvisorio delle ricerche condotte nell'ambito dell'"Atlante delle malghe". Presentiamo un'anteprima di risultati.
Si tratta di un'opera di consultazione sull'evoluzione degli alpeggi a partire dal 1900 nelle regioni Arge Alp di Baviera, Grigioni, San Gallo, Salisburgo, Tirolo, Vorarlberg, Sudtirolo e Trentino: l'Atlante delle malghe sarà pubblicato l'anno prossimo, ma i primi risultati sono già stati presentati. Nelle otto regioni considerate sono attualmente gestite 9.500 malghe. Oggi vengono portati in alpeggio soprattutto bovini giovani e in asciutta, la monticazione di bovini da latte ha mantenuto una certa importanza solo nel Vorarlberg, in Trentino e nei due cantoni svizzeri.
Negli ultimi cento anni il numero delle malghe non è sostanzialmente cambiato: in alcune regioni sono diminuite, in altre sono aumentate, ad esempio perché malghe a gestione consortile sono state frazionate. Diminuisce invece la superficie dei pascoli utilizzati. Questo per tre motivi: ad eccezione della Svizzera, il latte prodotto negli alpeggi non ottiene una remunerazione maggiore. Perciò le vacche restano a valle. Inoltre, in molti casi l'alpicoltura non è abbastanza redditizia e non è sufficiente a mantenersi. I terreni che necessitano di alta intensità di lavoro vengono abbandonati a favore di un secondo lavoro. I contributi vengono erogati principalmente in base al numero di capi monticati, per cui non c'è alcun incentivo per il mantenimento dei pascoli montani marginali.
L'abbandono dei pascoli d'alpeggio non è privo di conseguenze: il bosco riconquista i prati, antichi paesaggi culturali costruiti dall'uomo spariscono, si riduce la biodiversità. L'aumento del bosco significa tuttavia anche maggior protezione dall'erosione e dalle inondazioni, così come un maggior stoccaggio di CO2.
Fonte e ulteriori informazioni: www.almtage2012.com/app/download/5785233346 (de), www.almtage2012.com/app/download/5785236192 (de), http://kurier.at/wirtschaft (de), www.provincia.bz.it/usp/285.asp?aktuelles
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