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Ecologia

© Malina Grubhofer

Della salamandra e dell'androsace alpina

Le Alpi si estendono dalla Slovenia fino a Monaco, dal Mediterraneo fino alle vette che superano i 4.000 metri. In questa ricchezza di zone geologiche e climatiche si rispecchia anche la diversità della fauna e della flora. Nella Alpi vivono circa 30.000 specie di animali e 13.000 specie di piante. Già nel XVIII e nel XIX secolo le Alpi - per le condizioni ambientali particolari - erano considerate uniche in Europa e, in quanto laboratorio naturale, ebbero un ruolo importante nello sviluppo della ricerca naturalistica.

Poche regioni in Europa presentano un numero simile di specie animali e vegetali endemiche; la diffusione e la presenza variano in funzione di altitudine, esposizione solare e geografia. Più estreme sono le condizioni, più sono specializzati animali e piante. La sopravvivenza in alta montagna richiede un adattamento speciale ed è legata ad una convivenza equilibrata fra natura e uomo. Esistono ecosistemi che hanno bisogno della nostra protezione, fra cui ad esempio i ripidi canaloni di valanghe e ghiaioni del Parco nazionale Gesäuse in Austria, o quelli che dipendono dall'uso e dalla manutenzione, come gli alpeggi al di sopra del limite dei boschi.

Fattore cambiamento climatico

Da quando sono disponibili serie storiche, le temperature sulla terra non sono mai state così elevate come negli ultimi tre decenni, in particolare nell'emisfero settentrionale. Alle altitudini elevate l'aumento della temperatura è superiore alla media. Animali e piante quali la salamandra alpina e l'androsace alpina, che nel corso dei secoli si sono abituati al clima dell'alta montagna, sono sempre più sotto pressione. Da un lato arrivano altre specie dal basso, dall'altra si riducono le possibilità di ripiegare ancor più in alto. Gli ecosistemi intatti contribuiscono allo stesso tempo a compensare l'impatto negativo del cambiamento climatico, ad esempio quando i biotopi umidi o i paesaggi ripariali rinaturalizzati attenuano l'impatto delle esondazioni.

Il calo delle cosiddette specie nivali che vivono fra rocce e ghiacci da 2.500 fino a 3.000 metri di altitudine, è ormai un fatto documentato. Nell'ambito del progetto Gloria (Global Observation Research Initiative in Alpine Environments) gli effetti del cambiamento climatico sulle regioni di montagna vengono monitorati in tutto il mondo fino dagli anni '90. I ricercatori di sei continenti collaborano per mettere insieme dati e sviluppare strategie per proteggere la diversità biologia. Le Alpi, una delle regioni di montagna più densamente popolate al mondo, hanno una particolare responsabilità: quella di evitare e di gestire il cambiamento climatico.

 

Fonti e ulteriori informazioni:

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