Rappresentanze della CIPRA

Strumenti personali

  Filtro di ricerca  

Notizie

Sulle Alpi italiane sventolano bandiere verdi e nere

Il tema dell’eliski ha portato all’assegnazione di una bandiera nera così come di una bandiera verde. ©Roderick Eime flickr

La Carovana delle Alpi è il viaggio simbolico di Legambiente attraverso le Alpi italiane. Ne emerge lo stato di salute dei territori.

Con la bandiera verde ogni anno vengono premiate le pratiche di cura del territorio più virtuose. Le Tramvie Elettriche Bergamasche ne hanno ottenuta una per la gestione efficiente della mobilità su rotaia in Val Seriana in Lombardia, così come gli allevatori della Wipptal in Alto Adige per il loro progetto cooperativo di produzione di biogas. E’ stato valorizzato anche lo sforzo di costante opposizione alla pratica dell’Eliski da parte del Gruppo spontaneo di residenti e frequentatori della Valgrisenche in Valle d’Aosta. «Si tratta di esperienze che meritano di essere messe in rete e replicate attraverso una politica condivisa che punti al rilancio delle aree montane», il commento di Rossella Muroni, presidente nazionale Legambiente.

Le bandiere nere al contrario puntano il dito contro amministrazioni, imprese e iniziative che sono reticenti nell’intraprendere la strada per una svolta verde dell’economia alpina. Una di queste è stata assegnata al Ministero dello Sviluppo Economico per il mancato rinnovo delle concessioni per le risorse idriche destinate all’idroelettrico, che espongono l’Italia a gravi sanzioni comunitarie. Semaforo rosso, anzi nero, anche all’amministrazione regionale del Piemonte per la mancata previsione di aree idonee allo sfruttamento delle energie rinnovabili e alle amministrazioni locali che promuovono la pratica dell’Eliski. Bandiera nera anche a Provincia e Comune di Bolzano che hanno sacrificato un’area pubblica per la costruzione di un grosso centro commerciale. Per consultare il dossier con l’elenco completo delle bandiere  www.legambiente.it/sites/default/files/docs/dossier_carovana_delle_alpi_2016.pdf

Fonti e ulteriori informazioni:

www.legambiente.it