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Più immigrati che nascite

Migrazione e demografia nelle Alpi: variazioni della populazione tra il 2011 e il 2015.

Perché in alcune regioni delle Alpi la popolazione diminuisce, mentre in altre cresce – e perché la migrazione ha un ruolo importante in questo.

Come risulta dalla mappa Espon sullo sviluppo demografico nella regione alpina fra il 2011 e il 2015, senza l'immigrazione in molte zone la popolazione sarebbe in netto calo. Il colore verde indica le aree con una crescita demografica, mentre nelle aree in giallo e in rosso la popolazione è in calo. La regione di confine italo-francese dal colore verde chiaro, ad esempio, ha un tasso di natalità negativo, e cioè meno nascite che decessi. La situazione demografica rimane stabile solo grazie all'immigrazione.

Diversa è la situazione nelle regioni alpine a sudest dell'Austria, dove la popolazione è in netto calo. Qui – a parte le aree metropolitane – è maggiore il numero di persone in partenza rispetto a quelle in arrivo. Queste aree, in cui anche il tasso di natalità è negativo, sono colorate in rosso scuro. La carta mette in evidenza che, in molte regioni delle Alpi, la crescita demografica è dovuta soprattutto all'immigrazione. La capacità di attrazione è particolarmente forte nelle aree urbane e lungo i principali assi di transito. Nelle regioni periferiche – soprattutto dove il turismo è scarsamente presente – l’immigrazione non è sufficiente a compensare l’invecchiamento e il calo della popolazione in età lavorativa.

 

Michael Gams, CIPRA Internazionale


Fonte e ulteriori informazioni: www.cipra.org/alpinscena

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