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Lince, un gattone meritevole di protezione

Ripresa di una fototrappola nel settembre 2018: la lince sta lentamente ritornando nelle Alpi. © lifelynx.eu

Sono così rare che quasi nessuno riesce a vederle. Ciononostante, oggi la lince ha fatto ritorno in diverse regioni alpine. La sua sopravvivenza dipende dall’impegno di molte persone.

Questi felini con le orecchie sormontate da un ciuffo di peli erano considerati estinti nelle Alpi intorno al 1900. Le cause sono simili a quelle che hanno portato alla scomparsa di lupi e orsi: riduzione dell’habitat, diminuzione delle prede e persecuzione umana. Negli anni ’70 sono iniziati i tentativi di reintroduzione della lince. La Svizzera ha iniziato con 14 esemplari, l’Austria con nove, l’Italia con due e la Slovenia con sei. Oggi nelle Alpi vivono da120 a180 linci, la maggior parte delle quali nel settore nord-occidentale e in quello sud-orientale. Solo recentemente una lince è stata ripresa da una fototrappola nelle Alpi slovene.

Attualmente i progetti locali sono rafforzati da iniziative a livello alpino, come la piattaforma «Grandi predatori, ungulati selvatici e società» (WISO) della Convenzione delle Alpi, la rete SCALP (Status and Conservation of the Alpine Lynx Population) e il progetto europeo LIFE Lynx. Lo sloveno Rok Černe è responsabile di progetto di LIFE Lynx, membro di WISO e SCALP: «Molte sfide possono essere superate solo insieme. È importante sapere dove si trovano le linci, quali sono le loro condizioni e promuovere lo scambio genetico tra le diverse popolazioni». L’inbreeding è uno dei maggiori pericoli per la lince, poiché il rinnovamento della diversità genetica è ostacolato dalla frammentazione degli habitat.

Migliorare le condizioni del bosco

Molta energia viene investita anche nelle relazioni pubbliche. Come spiega Černe, è necessario informare e sensibilizzare i cacciatori: «Ci sono cacciatori che vedono la lince come un concorrente diretto». La presenza di una lince è un fattore che porta trasformazioni nelle abitudini della fauna selvatica. Gli animali ne sono condizionati, imparano di nuovo a nascondersi meglio, diventano più elusivi e cambiano spesso aree di alimentazione e luoghi di riposo. Per i cacciatori diventa più difficile individuare e abbattere gli animali. Ma il fatto che la fauna selvatica sia più dinamica non è buon un motivo per estromettere la lince dagli habitat in cui ha fatto ritorno, sottolinea Černe.

Gli effetti positivi della lince sul suo habitat sono molteplici. Grandi predatori come lince, lupo e orso sono sotto stretta protezione. La loro sopravvivenza presuppone l’esistenza e la conservazione di grandi spazi naturali contigui. Tali ambienti offrono un habitat a molte altre specie di piante e animali e preziose opportunità ricreative alle persone.

 

Fonti e ulteriori informazioni:
https://www.lifelynx.eu/?lang=it, https://www.kora.ch/index.php?id=117&L=3http://www.alpconv.org/it/organization/groups/WGCarnivores/default.html?AspxAutoDetectCookieSupport=1

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