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L’apicratese, il nuovo inglese alpino

Sociocrazia, Olocrazia, Gestione collegiale, Auto-organizzazione snella: sono nume-rosi i modelli organizzativi di nuovo genere che la CIPRA ha già sperimentato. Con scarso successo. Con l’apicrazia abbiamo finalmente trovato una forma seminaturale di organizzazione che ci si addice.

Come abbiamo imparato, l’ape mellifera vive in società perfettamente organizzate con una chiara suddivisione dei ruoli. E il meglio è che la loro lingua è universale, una danza che tutti comprendono. Se penso a tutti i malintesi che ci sono capitati con le nostre cinque lingue alpine: tedesco, francese, italiano, sloveno e inglese alpino!

Da quando comunichiamo in apicratese, c’è parecchio movimento nel nostro ufficio di Schaan. Confesso che ci stiamo ancora esercitando. Ecco un rumore sinistro, quando una collaboratrice che stava facendo la verticale tocca la lampada da tavolo. Mentre raccontava al suo vicino di scrivania l’escursione in montagna dell’ultimo fine settimana, stava cercando di coniugare le cintole. Ma con le riunioni di gruppo ce la sbrighiamo molto rapidamente, se si trascurano alcuni lividi dovuti al fatto che gli spazi non sono ancora attrezzati per il nuovo corso.

In realtà l’apicratese è molto semplice: quando parliamo delle Alpi occidentali battiamo i piedi per terra come nel flamenco, per indicare il nord ci battiamo le mani sulle cosce ghignando; per l’est invece facciamo girare i fianchi come nella danza del ventre, mentre quando parliamo del sud continuiamo a muoverci in tondo. Naturalmente esistono molte combinazioni e molte varianti che dipendono dal messaggio da inoltrare e dalla sensibilità culturale.

Soprattutto i collaboratori più giovani trovano fantastico il nuovo corso e anche i partecipanti ai progetti dei giovani imparano presto. L’UE ha riconosciuto il valore aggiunto dell’apicrazia, definendola come nuova linea prioritaria per l’Erasmus+. Naturalmente c’è chi continua a guardarci storto. Ad esempio quando nel Comitato Permanente della Convenzione delle Alpi con una danza circolare invitiamo ad agire, o quando in un programma spazio alpino scuotiamo il sedere in una danza dell’addome per chiedere un sostegno finanziario per i nostri progetti.

Con l’apicrazia risparmiamo parecchio denaro perché non abbiamo più bisogno di traduzioni. D’ora in poi i contenuti di Alpinscena non verranno più comunicati su carta, ma in un corso di danza. Il Convegno annuale del 2020 in Francia diventerà il banco di prova: ce la faremo a catturare il pubblico con i nostri interventi danzanti? Una volta giunti alla danza scodinzolante non c’è dubbio che tutti si metteranno a ballare, Hulahopp!