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Dove le idee circolano

Cassiano Luminati e Sandrine Percheval sono due tra i molti attori della rete della CIPRA. © Caroline Begle

La CIPRA è una piccola organizzazione con una grande rete. Questa rete permette a molte persone di affrontare le sfide insieme e di imparare gli uni dagli altri. Fra di loro anche Sandrine Percheval e Cassiano Luminati, che si sono incontrati per la prima volta alla SettimanaAlpina a Grassau/D.

Una fredda giornata di ottobre color celeste e oro. Tardo pomeriggio. Il battello della compagnia di navigazione sul Chiemsee ondeggia sul lago, ormeggiato alla banchina di Prien, in Germania. Sono approssimativamente 400 le persone che stanno salendo a bordo lungo la passerella di legno. Sandrine Percheval e Cassiano Luminati sono già in piedi sull’imbarcazione, le braccia appoggiate al parapetto di murata, e osservano i passeggeri salire a bordo: signore e signori eleganti, vestiti impeccabilmente. Gruppetti di giovani con sciarpe fatte a mano e jeans consumati, sdruciti e strappati. Donne in costume tradizionale. I pennacchi di peli di camoscio ondeggiano sui cappelli degli uomini in costume bavarese. Tutti girano la testa: Barbara Hendricks, ministra dell’ambiente tedesca, e Ulrike Scharf, ministra dell’ambiente bavarese, salgono in coperta. Il battello salpa.

Tutti loro sono arrivati a Grassau per la SettimanaAlpina organizzata da istituzioni, pubbliche amministrazioni e associazioni, fra le quali la CIPRA. Il tema «Le Alpi & la gente» richiama numerose iniziative, culture, lingue, organizzazioni e soluzioni. La settimana ospita anche la XV Conferenza delle Alpi, l’organo più importante della Convenzione delle Alpi. Oggi la Presidenza tedesca invita al ricevimento di Stato nel castello di Herrenchiemsee sull’omonima isola.

La trentacinquenne Sandrine Percheval e il quarantacinquenne Cassiano Luminati si siedono sulle panche di poppa, l’uno di fronte all’altra. Lei francese, lui svizzero, operano entrambi in un ambiente vicino alla CIPRA. E’ il loro primo incontro personale. Cassiano Luminati – barba scura e sorriso sornione – è cresciuto nella isolata regione della Valposchiavo, vicino alla frontiera con la Lombardia. A 18 anni lo studio dell’architettura lo ha portato nella vivace Milano. «Avevo voglia di città, città e ancora città!», grida. Sandrine obietta ridendo: «E io che volevo il sole e il caldo sono andata a studiare nel sud della Francia.»

Lei vorrebbe sapere da Cassiano Luminati che cosa lo ha riportato in montagna. Lui risponde «la musica». «Nel 1998 un’amica mi ha chiesto se potevo organizzare un festival jazz a Valposchiavo insieme a lei.» Si è dato da fare di buona lena. Il progetto è stato un enorme successo – e un nuovo inizio a Poschiavo. Luminati è ormai da 15 anni direttore del Polo Poschiavo, un centro di competenza per la formazione continua e l’accompagnamento di progetti di sviluppo. «La nostra filosofia prevede di collegare le strutture esistenti per formare qualcosa di nuovo», dichiara. Attualmente è la formazione professionale transfrontaliera. Nell’ambito del progetto CIPRA “Futuro nelle Alpi”, nel 2005 il Polo Poschiavo aveva ottenuto un premio principale.

Riscoprire la propria patria da lontano

«Lavori anche con i giovani?» chiede Sandrine. «Sì. Nella veste di presidente della Regione Valposchiavo fra il 2011 e il 2015 – grazie alla mediazione della CIPRA - ho potuto più volte incontrare il Parlamento dei giovani della Convenzione delle Alpi, avvicinando le loro richieste ai decisori, ad esempio per un servizio di autobus notturno che in seguito è stato realizzato.»

Nel 2012, con l’aiuto dell’Amministrazione federale svizzera e di organizzazioni quali CIPRA, Iscar ed Alparc, che hanno lo status di osservatori alla Convenzione delle Alpi, è riuscito a richiamare a Poschiavo la SettimanaAlpina e la Conferenza delle Alpi. Quando gli si chiede che cosa apprezza maggiormente dei suoi compiti, Cassiano non riflette a lungo. «Far incontrare persone ed idee!» Un esempio: il Polo Poschiavo, i musei locali e l’organizzazione turistica hanno fatto ritornare il grano saraceno nella Valposchiavo, facendone un’esperienza per gli ospiti. Cassiano non sarebbe Luminati se non si prefiggesse sempre nuovi obiettivi: «Voglio ottenere un certificato ecologico per tutta la nostra valle – 100 percento Bio smart Valley.»

Sandrine Percheval annuisce, allontana dal volto alcune ciocche di capelli scuri e incomincia a raccontare il suo amore per il paesaggio verde alpino con i piccoli villaggi e gli spazi naturali selvaggi, soprattutto nel sud della Francia. Ma dimostra anche di conoscere il prezzo di questa originalità: «L’isolamento implica percorsi lunghi.» Per la popolazione rurale sarebbe importante avere comunque un accesso rapido alle informazioni. E’ questo uno degli obiettivi dell’associazione Adrets, per cui Sandrine Percheval lavora dal 2014: la «Maisons de service public», sportelli di informazione e di assistenza che forniscono gratuitamente una specie di pronto soccorso per questioni di vario tipo. C’è bisogno di un’assicurazione, di un medico specialista? Manca un documento ufficiale? «Invece di correre da Ponzio a Pilato, i richiedenti si rivolgono a questi uffici, quasi sempre dislocati presso il comune», spiega Sandrine Percheval. Il suo compito è quello di far sì che gli impiegati – per la maggior parte donne – condividano le loro esperienze e siano ben addestrati per questi compiti molto vari.

Ingegnosa grazie agli stimoli

«E tu quale aspetto preferisci del tuo lavoro?», chiede Cassiano Luminati. «L’aspetto sociale», risponde Sandrine Percheval raggiante. Questi sportelli sono a disposizione di tutti gli abitanti, ma soprattutto per le persone svantaggiate come i lavoratori stagionali. Tipicamente questi lavorano in estate e in autunno nell’agricoltura, mentre in inverno sono maestri di sci o lavorano agli impianti di risalita. Questi lavoratori cambiano spesso casa, hanno una pessima assicurazione, difficilmente hanno amici o famiglia sul posto e si ammalano più frequentemente. «Queste persone sono sempre con un piede nella povertà.» Alcuni anni fa Adrets è diventata membro della CIPRA Francia. «Questo ha potenziato la nostra legittimità, sostiene Sandrine Percheval. Attraverso la CIPRA riceve molte ispirazioni per progetti e cooperazioni in molti ambiti, ad esempio in materia di protezione dell’ambiente.

Un crepitio più lento, un lieve urto. La traversata è giunta al termine. Tutti avvolgono i corpi infreddoliti nei cappotti e nelle sciarpe. I passeggeri scendono a terra e – nell’ultima luce del giorno – salgono lungo il viale verso il castello di Herrenchiemsee. Si sente parlare tedesco e svizzero, inglese e francese, italiano e sloveno. Al centro Sandrine Percheval e Cassiano Luminati continuano a parlottare in francese. Giunti in cima al colle, la giovane donna lascia che lo sguardo vaghi sulla piccola carovana fino in fondo al pontile, dove ora il battello illuminato attende il ritorno dei suoi passeggeri. «Veniamo da diversi paesi con diversi ruoli e diverse speranze», dice, «ma tutti quanti siamo sulla stessa barca.»

Margarete Moulin, Giornalista free lance, Monaco di Baviera/D, (testo) e
Caroline Begle, CIPRA Internazionale, (foto)