Citizen Science nelle foreste alpine: quando il larice racconta
La crisi climatica sta trasformando rapidamente i boschi delle Alpi. Diventa quindi ancora più importante per la ricerca scientifica comprendere meglio come gli alberi reagiscono al caldo e alla siccità. I progetti di Citizen Science, come quelli condotti nella regione alpina francese, forniscono dati preziosi in questo senso.
Chiome degli alberi scolorite, fruscio di foglie che cadono in pieno luglio: l’estate torrida del 2026 ha messo a dura prova i boschi alpini. In molti luoghi, solo le misurazioni e le osservazioni dei prossimi mesi mostreranno la reale portata dei danni. Qui possono essere d’aiuto i progetti di citizen science, come ad esempio nel Parco Naturale francese del Queyras, dove personale di ricerca e cittadine e cittadini collaborano nel monitoraggio della popolazione di larici. Dei sensori misurano temperatura, luce, umidità e variazioni del diametro del tronco, mentre una telecamera documenta l’ambiente circostante. Il progetto è stato sviluppato dall’INRAE in collaborazione con l’associazione Forêts Alpines, il Parco Naturale del Queyras e altri partner locali. La stazione di monitoraggio istituita a Guillestre nel 2026 è la seconda struttura di questo tipo nelle Alpi francesi dopo quella di Villard-Saint-Pancrace, inaugurata nel 2023. I primi dati raccolti sono stati pubblicati nel giugno 2026. Essi hanno evidenziato, ad esempio, che il diametro degli alberi dipende dal bilancio idrico e subisce variazioni significative, e può addirittura diminuire, in particolare nelle giornate più calde. Ulteriori dati e risultati saranno presentati in ottobre. Approcci simili sono perseguiti dal programma Phénoclim del CREA Mont-Blanc, nell’ambito del quale gruppi di volontari documentano da oltre 20 anni il ciclo annuale delle piante.
I boschi coprono circa il 40% del territorio alpino. Offrono un habitat a numerose specie, immagazzinano carbonio e, nella loro funzione di boschi di protezione, tutelano gli insediamenti e le infrastrutture dai rischi naturali, quali valanghe o caduta massi. Il loro stato influisce quindi direttamente sulla sicurezza di molte persone. La citizen science può aiutare a raccogliere dati su vaste aree e a individuare tempestivamente eventuali cambiamenti e, allo stesso tempo, offre ai residenti la possibilità di partecipare attivamente.
Fonti e ulteriori informazioni:
www.pnr-queyras.fr/le-meleze-nous-raconte/ (fr), www.wsl.ch/de/ (de), www.alpenverein.de/artikel/bergwald-das-gruene-schutzschild-der-alpen_c3438b1f-5c9f-4d2a-b88d-3e3078e9aca4 (de), https://spot.creamontblanc.org/de (de)