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A chi appartengono i laghi di montagna?

Un lago, molte richieste di utilizzo: con l’introduzione di un ticket in Slovenia si cerca di regolamentare la fruizione del Lago di Bohinj. © bferi / flickr.com

Per rispondere alle crescenti richieste di utilizzo rivolte al Lago di Bohinj, un lago nel Parco nazionale del Triglav/SI, il comune ha introdotto il pagamento di un ticket per chi pratica sport acquatici. L’incantevole idillio sulle sponde dei laghi di montagna è turbato anche altrove.

Chi non apprezza un tuffo in un lago di montagna per rinfrescarsi dopo una bella escursione? Fino all’arrivo improvviso di un jet boat carico di passeggeri schiamazzanti che mette fine alla quiete, come può accadere al Lago di Brienz/CH. Anche al Lago di Davos/CH l’idillio è più che altro confinato nelle pagine patinate dei depliant turistici, che non  un’esperienza da vivere sulle rive del lago. Questa estate è infatti entrato in funzione un impianto di sci nautico (cableski), il cui motore elettrico dispensa un’indesiderata colonna sonora su tutto il lago.

I laghi sono sottoposti a molteplici forme di utilizzo

I laghi sono luoghi di grande attrazione per i visitatori. Da quando gli operatori turistici puntano di più sull’estate come alternativa per compensare lo scarso successo della stagione invernale, sono in aumento le iniziative volte ad attrezzare i laghi. La tendenza ad “arredare” le Alpi investe anche i laghi. Con inevitabili conflitti: alcuni cercano di rilassarsi e il contatto con la natura, altri svago e attività sportive – senza dimenticare che tutto ciò deve fare i conti con le esigenze della protezione della natura.

Accesso a pagamento e divieti

Ci sono diversi approcci volti a coordinare la molteplicità di interessi, in parte contrastanti, e a limitare il loro impatto sulla natura. Sul Lago di Bohinj, un lago molto frequentato nel Parco nazionale del Triglav in Slovenia, da questa estate viene imposto il pagamento di un ticket non solo per le barche, ma anche per canoe e stand up paddle (una variante del surf). Gli introiti di queste “imposte lacustri” vengono investiti nello sviluppo delle infrastrutture e finora non è  previsto un sostegno a progetti per la protezione della natura. Secondo Anamarija Jere della CIPRA Slovenia “se tutto resta così, il ticket per un’uscita in paddle sembra un po’ esagerato”. Contemporaneamente i praticanti gli sport acquatici dovranno lasciare i loro attrezzi solo in determinati punti del lago appositamente contrassegnati – senza dubbio uno sviluppo positivo per la protezione della natura.

Al Lago di Tovel, nel Parco naturale Adamello Brenta in Italia, l’accesso è regolamentato da norme più restrittive e le disposizioni sono chiaramente orientate alla protezione della natura: chi non raggiunge il lago con il bus navetta deve pagare un contributo, inoltre il numero dei visitatori è limitato per tutelare il sensibile ambiente acquatico.

Un bene pubblico

L’esigenza di regolamentare l’accesso ai laghi di montagna sarà sempre più forte. Allo stesso tempo gli specchi d’acqua dovrebbero restare accessibili a tutti in quanto beni pubblici. Trovare un punto di equilibrio tra questi due poli e contemporaneamente salvaguardare l’ambiente naturale è un compito a cui la mano pubblica non può sottrarsi.

Fonte e ulteriori informazioni:

www.bohinj.si/design/uploads/content/boating-regulations.PDF (en), www.visitvaldinon.it/it/da-vedere/territorio/tovel-e-altri-laghi/lago-di-tovel/ (it),
www.sl-fp.ch/index.php?bereich=presse&sprache=d&bild=1
(de), www.davos.ch/davos-klosters/aktuell/news/news/neuer-wasserspass-auf-dem-davosersee (de),www.jetboat.ch (de)