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L'UE approva il Protocollo Trasporti

Il Protocollo Trasporti della Convenzione delle Alpi vuole raggiungere una mobilità sostenibile nelle Alpi. © Pierre-Moreau

Il Protocollo Trasporti della Convenzione delle Alpi ha ora valore giuridico anche per l'Unione europea. Con questo non sono tuttavia superati i dissapori tra Vienna e Roma sulle riserve dell'Italia relative a questo Protocollo.
Bruxelles compie un passo verso le Alpi. La settimana scorsa i ministri dei Trasporti dell'Unione europea hanno ratificato senza riserve il Protocollo Trasporti della Convenzione delle Alpi. Il Protocollo più controverso del trattato internazionale acquista così valore giuridico per tutta l'Unione europea e per gli Stati alpini - ad eccezione della Svizzera. "Questa ratifica assume una grande portata politica per le Alpi, perché ora la Convenzione delle Alpi assume ufficialmente un ruolo significativo nella politica dei trasporti dell'UE", afferma Marco Onida, segretario generale del Segretariato permanente della Convenzione delle Alpi.
Nel frattempo Roma e Vienna non hanno ancora superato le divergenze sull'esatta interpretazione del Protocollo Trasporti. All'atto della sua sottoscrizione, avvenuta nel novembre 2012, l'Italia ha presentato una "dichiarazione interpretativa". "In Austria questa interpretazione del Protocollo viene considerata una palese riserva", sostiene Peter Haßlacher della CIPRA Austria. "Poiché essa consentirebbe la costruzione dell'autostrada Alemagna da Belluno al confine austriaco". Nella dichiarazione si afferma che il Protocollo Trasporti "non pregiudica la possibilità di realizzare progetti stradali di grande comunicazione sul territorio italiano, comprese le infrastrutture necessarie per lo sviluppo degli scambi con i Paesi situati a nord dell'arco alpino". Con tali riserve Roma fa pertanto decadere l'efficacia di uno degli articoli essenziali del Protocollo.
L'Austria ha ora tempo fino al febbraio 2014 per presentare una presa di posizione sulla deliberazione italiana. A questo proposito, Christiane Brunner, dei Verdi austriaci, ammonisce tuttavia che l'Austria potrebbe acquistare credibilità in Europa come protettrice delle Alpi solo archiviando i propri progetti stradali di grande comunicazione, come ad esempio la S36/37, che prevede di collegare l'area di Vienna, attraverso le Alpi per il Passo del Semmering, alla Carinzia centrale e al Nord Italia.
Fonte e ulteriori informazioni: www.gruene.at/ots (de), www.ris.bka.gv.at/Dokumente/BgblAuth/BGBLA (de), www.alpconv.org/it/newsevents/latest