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Popolazione e cultura sono parte delle Alpi

In occasione della formulazione della Convenzione delle Alpi è stata assegnata una posizione di rilievo al tema "Popolazione e cultura". Oggi ne sono rimaste ben poche tracce. Per ora non ci dovrebbe essere nessun protocollo dedicato a questo tema, ma perlomeno un gruppo di lavoro.
La Convenzione delle Alpi venne formulata come "Convenzione quadro". Ciò significa che è stata delineata solo una nuda cornice, mentre sui principali temi sono state formulate poche affermazioni di contenuto. I particolari dovevano poi essere precisati nei protocolli attuativi. Nell'art. 2, § 2 della Convenzione vengono definiti i campi d'azione per i quali si prevede un protocollo: Foreste montane, Difesa del suolo, Energia, Trasporti, Pianificazione territoriale ecc., per un totale di 12 protocolli. E proprio al primo posto come "Littera a)" il campo d'azione "Popolazione e cultura".
Sette protocolli sono stati sottoscritti, un ottavo è pronto per essere sottoscritto, ma un protocollo "Popolazione e cultura" finora, nonostante la "pole position", non c'è ancora nella Convenzione delle Alpi. La CIPRA ha perciò preparato un documento che evidenzia l'urgenza di questo protocollo. Il testo può essere consultato nel sito della CIPRA (www.cipra.org) sotto la voce Convenzione delle Alpi / Posizione della CIPRA sulla Convenzione delle Alpi e può anche essere richiesto direttamente alla CIPRA. Anche l'Istituto per la cultura popolare e per lo sviluppo delle culture di Innsbruck in collaborazione con l'associazione Pro Vita Alpina ha elaborato un ampio documento su questo tema.

Promuovere la molteplicità culturale e la qualità della vita
Il protocollo "Popolazione e cultura" si deve rivolgere direttamente alle/agli abitanti e alle/ai visitatori delle Alpi, l'essere umano è qui al primo posto. Senza un protocollo come questo il "triangolo della sostenibilità" di Rio è incompleto. E questo è un segnale estremamente negativo e inopportuno per la popolazione del territorio alpino.
Un'identità regionale nasce da un approfondito confronto con il patrimonio culturale e naturale e lo sviluppo di prospettive per il futuro di una regione. L'obiettivo di un simile protocollo deve essere quello di costruire ponti all'interno e attraverso le Alpi. La diversità deve essere favorita in un contesto comune. La cultura non deve esaurirsi nella tradizione e nei costumi, ma deve essere considerata un processo dinamico e orientato al futuro. Perciò un protocollo "Popolazione e cultura" deve comprendere prospettive per il futuro, essere dinamico e considerare le Alpi come una struttura aperta.
Il protocollo deve prendere in considerazione nella stessa misura aspetti socioeconomici e aspetti socioculturali. L'obiettivo consiste nel conservare e nello sviluppare il patrimonio naturale e culturale, nel garantire le risorse vitali di base della popolazione e nel creare una qualità della vita possibilmente ottimale per le/gli abitanti e le visitatrici e i visitatori delle Alpi. Qui si evidenzia il grande significato di un concetto di sostenibilità vasto e completo.

In programma un gruppo di lavoro
La Presidenza svizzera ha inoltrato al Comitato permanente della Conferenza delle Alpi la proposta, basata sul documento della CIPRA, di istituire un gruppo di lavoro su questo tema. L'obiettivo non è però (ancora) quello di elaborare il testo di un nuovo protocollo, per il quale la CIPRA ha già presentato approfondite proposte, si tratta piuttosto per il momento di delineare una procedura ragionevole e la possibile struttura di un eventuale protocollo. Nella XVII Riunione del Comitato permanente di Locarno del 4-6 settembre è emerso che gli Stati temono che un protocollo di questo genere possa indurre la popolazione ad avanzare aspettative eccessive.

Fonte: CIPRA Info 58, www.cipra.org/it/alpmedia/pubblicazioni/885