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Turismo - settore senza fantasia?

Disgelo sui ghiacciai, inverni sempre più poveri di neve, limite della neve sempre più in alto - il turismo invernale è già in difficoltà. Una serie d'inverni particolarmente poveri di neve potrebbero avere conseguenze gravi per la sua stessa sopravvivenza. Turismo invernale addio? Il settore turistico continua a reagire perlopiù senza fantasia.
Potenziare gli impianti, ma a quale prezzo?
Sostenuto da sovvenzioni pubbliche importanti, il settore turistico reagisce agli inverni poveri di neve con un potenziamento degli impianti di innevamento costosi ed energivori. La soluzione del problema viene in sostanza affidata ai cannoni da neve. Nel 2002-2003, ad esempio, l'Austria ha investito 128 milioni di Euro in impianti di innevamento, quattro volte di più rispetto al 1994-1995, spiega Christian Baumgartner, Segretario generale dell'Associazione internazionale Amici della natura.
Il Ministro dell'ambiente della Baviera: i cannoni da neve non sono una soluzione
Anche in molte zone sciistiche situate a bassa quota s'investe nel potenziamento degli impianti di risalita. "Oggi stiamo costruendo gli impianti dismessi di domani", è l'opinione unanime di Baumgartner e della prof.ssa Helga Kromp-Kolb. Anche il Ministro dell'ambiente bavarese Werner Schnappauf è scettico al proposito. "Una concorrenza sempre più accanita per un numero di sciatori in costante calo sono la conseguenza di questi sviluppi, e questa non è certamente la strada giusta, sia dal punto di vista ecologico sia da quello economico", ha dichiarato Schnappauf al Convegno della CIPRA. "Con l'innalzarsi di quota del limite della neve, l'aumentare delle temperature e della pioggia, gli impianti d'innevamento non sono più economicamente convenienti", ha affermato il Ministro. Visto l'aumento dei costi energetici e l'esaurimento delle fonti d'energia fossili, questo disperato affannarsi contro un nemico soverchiante, il cambiamento climatico, sembra essere senza speranza di successo.

Cooperazione invece di concorrenza
È decisivo che i comuni rinuncino alla corsa al potenziamento degli impianti per accaparrarsi i turisti dello sci, puntando invece: a) ad offerte alternative e b) proponendosi come regione con offerte e progetti comuni - ha sottolineato Stefan Köhler, presidente della CIPRA Germania. Dello stesso avviso è il Ministro Schnappauf; "Sono necessarie cooperazioni e accordi tra i comuni".
Ma i comuni che vanno in questa direzione ci sono già. Ne è un esempio l'Ecomodello Achental, un'associazione di comuni che ha istituito un servizio di trasporti gratuito verso la zona sciistica di Hoch-Kössen per gli sciatori provenienti da tutta la regione di Achental. Gli altri comuni hanno rinunciato volontariamente al potenziamento degli impianti sciistici situati ad una quota più bassa, puntando invece ad un turismo con un impatto ambientale limitato perché mirato a valorizzare il contatto con la natura.
L'Achental fa bene a prepararsi ad inverni con poca neve. Secondo la prof.ssa Helga Kromp-Kolb, solo le piste sopra i 2000 metri hanno buone prospettive d'innevamento. Anche la copertura di parte dei ghiacciai con pellicole speciali ne può solo rallentare lo scioglimento.

Alternative senza sci?
La maggior parte delle località turistiche si astengono quasi completamente dallo sviluppare un'offerta innovativa alternativa al turismo dello sci, nonostante la consapevolezza dei problemi sia sensibilmente cresciuta, puntualizza Baumgartner. "Abbiamo bisogno di visionari. Il turismo in queste regioni potrebbe diventare un settore pilota". La maggior parte delle regioni alpine invece si ostinano a reclamizzare il turismo dello sci. Una pista di neve artificiale con additivi chimici in un paesaggio altrimenti privo di neve, di colore grigio-giallastro - è questo il futuro del turismo invernale?
Il settore turistico deve essere in grado di agire, non solo di reagire. Gli esempi in questo senso ci sono già; con nuove strategie di marketing alcuni operatori promuovono sporadicamente una vacanza all'insegna del relax: "Qui da noi non avrete proprio nulla da fare!".
Le escursioni guidate con racchette da neve vanno alla grande, sottolinea Baumgartner. Altre alternative sarebbero il golf su ghiaccio, il trekking a dorso d'asino o di lama, viaggi in carrozza (su pattini o su ruote), escursioni guidate di nordic-walking e proposte di cultura e artigianato tradizionale.
Chi non è in grado di formulare proposte alternative diventa, in mancanza di neve, una destinazione turistica invernale priva di attrattive. Ben presto queste località potrebbero venir ignorate dagli operatori turistici, ammonisce Klaus Betz, un giornalista specializzato in questo settore. "Nessun settore, se non l'industria del turismo, è in grado di mobilitare nel giro di pochi giorni una tale massa di persone e portarle verso nuove destinazioni. Se in qualche località insorgono problemi, il settore può in brevissimo tempo rivolgersi ad un'altra area con meno problemi".
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