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Mountain bike: un tema sotto i riflettori

Via libera per i mountain biker? Questa pratica sportiva suscita vivaci discussioni in tutto lo spazio alpino. © Felix Kaeser-Funk

I mountain biker sono ormai una presenza consolidata della montagna, così come gli escursionisti. I percorsi utilizzati sono gli stessi, la conseguenza è un aumento dei conflitti.

Le discussioni sul turismo ciclistico nelle Alpi sono controverse. Alcuni vi scorgono un potenziale di crescita e opportunità per il turismo, altri temono che la mountain bike possa segnare un passo ulteriore verso un sovrasfruttamento delle Alpi. I gruppi di interesse nei vari Paesi reagiscono alla situazione: il Club alpino tedesco (DAV), ad esempio, ha pubblicato una presa di posizione “Mountainbike”, che fornisce raccomandazioni operative per una pratica responsabile di questa attività sportiva e offre una collaborazione di partenariato a tutti gli attori.
Mentre in Alto Adige non ci sono praticamente limitazioni per i biker, nell’aprile 2015 il Trentino ha ampliato il divieto per la pratica della mountain bike: ora vengono considerati non solo criteri topografici, ma anche gli effetti sull’ambiente e sugli escursionisti. Anche in Austria questo sport è un tema scottante: mentre gli Amici della Natura, il Club alpino, il Touristenclub austriaco, la Camera del lavoro austriaca, l’Istituto universitario dello sport di Vienna, l’associazione austriaca degli automobilisti, motociclisti e ciclisti ARBÖ, la Federazione austriaca del ciclismo e l’associazione ASKÖ per lo sport e l’esercizio fisico sono a favore dell’apertura generalizzata ai biker delle piste forestali, altre, come la Società forestale austriaca, hanno assunto una posizione contraria a tale possibilità.
Non fa eccezione la Svizzera: in Val Müstair si sono svolte ricerche che ora sono state raccolte nella pubblicazione “Strumenti di pianificazione per escursionisti e biker nelle regioni di montagna”.
“Gli sport di montagna e la protezione della natura non devono contraddirsi”, è la convinzione di Hanspeter Mair, responsabile di settore rifugi, protezione della natura e pianificazione territoriale del Club alpino tedesco (DAV). Con la buona volontà da tutte le parti è possibile evitare i conflitti e trovare una linea comune”.

Fonte e ulteriori informazioni: www.naturfreunde.at/freie-fahrt/ (de),  www.alpenverein.de/natur-umwelt/dav-veroeffentlicht-positionspapier-zum-thema-mountainbike-mountainbike-position-des-dav_aid_16053.html (de), www.tageszeitung.it/2015/05/10/das-mountainbike-verbot/ (de), www.haupt.ch/Planungsinstrumente-fuer-Wandern-und-Mountainbiking-in-Berggebieten.html (de), www.sicherheitfueralleimwald.at/ (de), www.naturfreunde.at/freie-fahrt (de)

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