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Comunicato stampa

Le esigenze della società modellano il paesaggio

© CIPRA / Caroline Begle

Esigenze contrastanti e aspettative eccessive si scontrano nella pianificazione territoriale, alla quale occorre attribuire un nuovo ruolo. Abbandonare la pianificazione globale a favore di un’opera di intermediazione e sensibilizzazione, questa la sintesi emersa dal convegno annuale CIPRA del 29 e 30 settembre 2017 a Innsbruck/A.

«La pianificazione territoriale deve abbandonare la pretesa di una pianificazione globale ottimale», ha affermato Friedrich Schindegger nel corso del convegno annuale CIPRA «Territori alpini: limiti naturali, possibilità infinite», che si è svolto il 29 e 30 settembre 2017 a Innsbruck/A. La pianificazione non è assolutamente in grado di soddisfare tale requisito: oggi sono piuttosto i singoli interessi di agricoltura, imprese, investitori ed enti politici a svolgere un ruolo determinante. Il pianificatore austriaco è convinto che «il paesaggio è l’impronta risultante dai valori e dalla distribuzione del potere delle società che in esso vivono”. La pianificazione territoriale deve quindi riorientarsi assumendosi la responsabilità del bene comune e trasmettendo principi generali e condivisibili.

La CIPRA Austria e la CIPRA International, insieme ai relatori, hanno offerto un programma ricco e articolato ai circa 200 partecipanti, rappresentanti del mondo economico, politico e della società civile. Anche Gianluca Cepollaro ha messo in discussione la concezione dominante di pianificazione territoriale: è ormai superata l’immagine dell’essere umano quale dominatore che si erge al di sopra della natura. Oggi l’uomo viene concepito come parte integrante della natura e nello spazio alpino cresce la consapevolezza per gli spazi vitali, in particolare tra le giovani generazioni. Tale concezione deve confluire anche nella pianificazione territoriale, ha sostenuto Cepollaro, direttore della Scuola per il governo del territorio e del paesaggio (step) di Trento.

«Dobbiamo riappropriarci del territorio»

Le discussioni nella tavola rotonda si sono concentrate sul tema della «Condizione della politica di pianificazione territoriale nello spazio alpino». Markus Reiterer, segretario generale della Convenzione delle Alpi, ha criticato la frammentazione delle discipline: «Anche la politica del turismo o dei trasporti è in qualche modo pianificazione territoriale». Gerlind Weber ha chiesto alla pianificazione territoriale di partecipare di più a discussioni pubbliche, anziché chiudersi in una compiaciuta autoreferenzialità, mentre Janez Fajfa, sindaco di Bled/SI, ha illustrato chiaramente quali sono le disfunzioni di una pianificazione mal indirizzata. Nel pomeriggio i seminari sono stati occasione di scambio sui temi della densificazione nelle valli, delle località turistiche alpine o delle aree rurali strette nella morsa tra spopolamento e pressione di utilizzo. Peter Haβlacher, presidente della CIPRA Austria ha sottolineato come «l’assetto territoriale alpino è messo sotto pressione dalla crescita incontrollata di alcune stazioni turistiche».

In conclusione Katharina Conradin, presidente della CIPRA International, ha affermato: «In realtà noi disponiamo già di tutta una serie di strumenti da impiegare nella pianificazione territoriale». Spesso peró questi vengono invalidati da interventi ad hoc da parte di singoli interessi forti. La presidente ha concluso con un’esortazione rivolta ai partecipanti di tutti gli Stati alpini: «Dobbiamo riappropriarci del territorio!».

Rimane ancora molto da fare

Già nel 2016 in una lettera aperta ai ministri per la pianificazione territoriale degli Stati alpini, la CIPRA aveva chiesto nuovi approcci a garanzia dei servizi ecosistemici. Le ultime conoscenze provenienti da altre discipline quali la psicologia, la sociologia o le scienze culturali possono contribuire a garantire comprensione e accettazione nei confronti di misure di pianificazione territoriale che sono state ritenute opportune. Affinché non siano soltanto gli esperti ad avere voce in capitolo, è necessario il coinvolgimento, l’acquisizione di competenze e la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti. I decisori politici, in dialogo con le cittadine e i cittadini, rappresentanti di interesse e tecnici, devono sviluppare nuove competenze, come la moderazione o la mediazione.

Ulteriori informazioni sono fornite dalla rivista tematica della CIPRA Alpinscena n° 101 «Lo spazio è finito», dal Dossier «Pianificazione territoriale nelle Alpi» e da alpMonitor con la presentazione interattiva «Alpwil – Un comune in cammino verso una maggiore qualità della vita», si veda www.cipra.org/it/dossiers/pianificazione-territoriale.

 

Per maggiori informazioni rivolgersi a:

Josef Essl, direttore CIPRA Austria,  josef.essl@cipra.org,  Tel.: +43 664 88 62 48 76 

Magdalena Holzer, responsabile di progetto CIPRA International, magdalena.holzer@cipra.org, Tel. +423 237 53  13 

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