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L'Italia intende rispettare il Protocollo trasporti

L'Italia intende rispettare il Protocollo trasporti: la costruzione di strade di grande comunicazione dovrà sottostare a limitazioni. © Karl-Heinz Liebisch / pixelio

La posta in gioco era molto alta. Ora le preoccupazioni per la validità del Protocollo trasporti si sono dissipate. Come una dichiarazione che chiarisce una precedente dichiarazione ha salvato il punto centrale della Convenzione delle Alpi - senza tuttavia scacciare definitivamente lo spettro dell'Alemagna.
Sospiro di sollievo a Vienna e Berlino. Con una lettera diplomatica all'Austria, Roma ha recentemente reso noto di condividere pienamente lo spirito della Convenzione delle Alpi. È stato inoltre chiarito che la dichiarazione interpretativa, presentata dall'Italia nel novembre 2012 in occasione della ratifica del Protocollo trasporti, non contraddice il Protocollo medesimo. "La Germania accoglie con soddisfazione l'entrata in vigore senza riserve del Protocollo", afferma una dichiarazione ufficiale. In precedenza la Germania e l'Austria avevano condotto numerosi colloqui diplomatici con l'Italia. Anche alcune associazioni ambientaliste e alcuni partiti avevano sollecitato il Governo di Roma a ritirare la riserva espressa nei confronti del Protocollo trasporti. Questo perché era in gioco la validità di uno degli articoli più importanti della Convenzione - la rinuncia a costruire nuove strade di grande comunicazione. Senza l'iniziativa austro-tedesca, e la conseguente dichiarazione dell'Italia che chiarisce il senso della precedente dichiarazione, questo punto centrale del trattato internazionale sarebbe stato invalidato, in Italia e negli altri Stati alpini.
L'Italia mantiene tuttavia la possibilità di costruire, a determinate condizioni, strade di grande comunicazione sul proprio territorio. La lettera diplomatica non cancella quindi dall'agenda il progetto autostradale dell'Alemagna? "Ora spetta ai partner e agli osservatori internazionali, così come alle associazioni ambientaliste locali, intervenire per esigere il rispetto del Protocollo ed evitare l'indebolimento della Convenzione delle Alpi da parte della lobby dei trasportatori e delle grandi opere", dichiara in proposito Federica Corrado, presidente di CIPRA Italia.
Fonte e ulteriori informazioni: www.bmeia.gv.at/fileadmin/user_upload/bmeia (de)
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