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Per una natura senza confini - Il continuum ecologico di ALPARC, CIPRA, ISCAR e WWF

La frammentazione degli habitat naturali e del paesaggio provocato da strade e centri abitati è fra le cause importanti della diminuizione della biodiversità. © Yann Kohler

Nelle Alpi occorre migliorare il collegamento degli spazi naturali e i loro confini devono permettere più facilmente il passaggio di animali e piante. A tale scopo, le organizzazioni CIPRA, ALPARC, ISCAR e WWF intendono creare un "continuum ecologico" nelle Alpi. Recentemente, la fondazione MAVA per la protezione della natura ha approvato il finanziamento di un relativo progetto preliminare.
Red. La natura non rispetta i confini di Stato o delle aree protette. Tuttavia, con la costruzione di strade e con gli insediamenti oppure a causa di interventi su natura e paesaggio, si frammentano gli habitat, impedendo scambi e migrazioni di piante e animali. Tra tutte le cause note del calo della biodiversità in atto in Europa, la frammentazione degli spazi naturali e del paesaggio rappresenta certamente uno dei principali fattori, conseguenza della distruzione di biotopi, ma anche della perdita di funzionalità di habitat frammentati e spesso totalmente isolati.

L'obiettivo della rete ecologica alpina
Una rete ecologica che attraversi tutte le Alpi e vada anche oltre può porre rimedio a questa situazione. La straordinaria diversità biologica delle Alpi si potrà mantenere nel tempo solo se sarà possibile uno scambio tra popolazioni e spazi vitali. Un consorzio, composto dalla CIPRA, dalla Rete delle Aree Protette Alpine (ALPARC), dal Comitato scientifico internazionale ricerca alpina (ISCAR) e dal Programma alpino del WWF lavora a questo tema già dal 2002.
Ora, queste organizzazioni stanno preparando insieme un grande progetto, nell'ambito del quale intendono attuare misure concrete per garantire una maggiore penetrabilità dei confini e degli ostacoli, creati dall'uomo. In concreto, ciò significa mantenere o ripristinare delle reti di habitat e degli elementi di collegamento ecologici e garantirne l'efficienza nel paesaggio, nonché collegare alcuni habitat naturali importanti ai fini della molteplicità delle specie.

Superfici vivibili
Questi collegamenti, insieme alle aree centrali, effettivi spazi vitali per le specie animali e vegetali, costituiscono gli elementi chiave di una rete ecologica. Possono essere anche molto diversi tra loro, ma una cosa hanno in comune: devono poter essere utilizzati senza problemi come percorsi migratori dalla flora e dalla fauna. Ne sono un esempio i corridoi biologici (passaggi faunistici), le aree agricole a sfruttamento estensivo, i corsi d'acqua naturali o rinaturalizzati, i sistemi di siepi, ecc. Insomma: occorrono superfici vivibili, nelle quali nulla impedisca un'armoniosa coesistenza dello sfruttamento umano e della natura.
Sebbene le Alpi, nel loro complesso, formino un unico spazio naturale, all'interno del massiccio montuoso esistono notevoli differenze a livello locale e regionale che impongono l'adeguamento delle singole iniziative alle condizioni locali e regionali e la loro riunione in una strategia omogenea di creazione di una rete di biotopi per tutto l'arco alpino.

Lavoro nelle aree campione
Nell'ambito di un progetto preliminare della durata di un anno e mezzo, i quattro partner stanno ora elaborando un catalogo di misure, in cui sono sintetizzati i più importanti interventi esistenti e potenziali per l'attuazione di una rete ecologica alpina e che nelle varie regioni offre una panoramica delle possibilità disponibili e un aiuto per la ricerca di soluzioni adeguate alla situazione.
Già durante il progetto preliminare, si inizierà a lavorare in alcune aree campione, allo scopo di raccogliere le prime esperienze di attuazione della rete ecologica, in vista della realizzazione di un grande progetto. Gli operatori locali riceveranno consulenza e assistenza e le esperienze saranno integrate nella metodologia di un successivo grande progetto. In queste aree pilota selezionate, si dovranno già realizzare azioni concrete. In questo modo, i quattro partner intendono acquisire gli elementi per una struttura comune alpina e riunire le singole iniziative in un quadro complessivo, nonché individuare tutti i collegamenti rilevanti per una rete ecologica alpina. Mediante un'attiva opera di pubbliche relazioni, soprattutto a livello politico, si intende poi far sì che gli obiettivi del continuum ecologico siano accettati in tutto l'arco alpino.

Collaborazione con la Convenzione delle Alpi
La IX Conferenza delle Alpi (Conferenza dei Ministri per l'ambiente degli Stati alpini e dell'UE), tenutasi nel novembre 2006, ha deciso che la Convenzione delle Alpi costituirà una "piattaforma rete ecologica", con la quale i quattro partner collaboreranno intensamente.
La prima riunione ha già avuto luogo nel marzo 2007. Solo se si riuscirà a convincere gli Stati alpini e l'UE dell'urgenza di un continuum ecologico, si potranno svolgere dei lavori concreti di attuazione nell'ambito di un grande progetto, a partire dal 2009. E di questo si tratta in ultima analisi, se si vuole realizzare la rete ecologica non solo sulla carta, bensì concretamente nel paesaggio alpino.
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