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Biodiversità e cambiamenti climatici: intervenire o lasciar fare alla Natura?

L'habitat di alcune specie d'alta montagna, come l'Androsace alpina, è già in regresso.

L'habitat di alcune specie d'alta montagna, come l'Androsace alpina, è già in regresso. © apollonio&battista/flickr.

Le effettive conseguenze del cambiamento climatico sulla biodiversità sono ancora incerte. Tali effetti dovrebbero però essere particolarmente evidenti sulla flora e la fauna delle Alpi e saranno diversi per ciascuna specie: l'habitat di alcune specie di farfalle, come ad esempio la farfalla Erebia montana, è destinato a subire una forte contrazione, mentre la pernice bianca viene colpita più significativamente dal cambiamento di utilizzo del territorio piuttosto che dal cambiamento climatico.
Nella pubblicazione "Biodiversity in time of climate change: management or wilderness?" gli amministratori delle aree protette affrontano la questione di quali saranno le conseguenze del cambiamento climatico sulla biodiversità delle Alpi. È loro compito infatti tutelare la natura nelle aree protette di fronte ai cambiamenti climatici: è meglio la wilderness, lasciar fare la natura, oppure intervenire per proteggerla? Quali sono le priorità? Quali i criteri da osservare? Le risposte sono presentate nella pubblicazione in inglese su
http://fr.alparc.org/ressourcen (en)
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