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La Convenzione delle Alpi non è uno strumento restrittivo

La costruzione della strada di transito tra le località di Judenburg, Scheifling e Klagenfurt in Austria è inammissibile in base al protocollo Trasporti della Convenzione delle Alpi.

La costruzione della strada di transito tra le località di Judenburg, Scheifling e Klagenfurt in Austria è inammissibile in base al protocollo Trasporti della Convenzione delle Alpi. © http://verkehrt.info/

L'85% delle decisioni amministrative assunte in Austria facendo riferimento alla Convenzione delle Alpi e ai suoi protocolli hanno per oggetto l'autorizzazione di un progetto. Solo nel 15% dei casi le disposizioni della Convenzione delle Alpi vengono richiamate per motivare il rifiuto di un'autorizzazione. Questi dati sono stati presentati dal giurista Sebastian Schmid dell'Università di Innsbruck/A in occasione di un convegno della CIPRA Austria tenutosi a Salisburgo il 21 e 22 ottobre.
Egli ha preso in considerazione 45 decisioni relative ai protocolli Protezione della natura e Difesa del suolo.
Nel convegno, il direttore della CIPRA Internazionale Andreas Götz, in una panoramica sull'attuazione giuridica nei diversi Stati alpini, ha constatato che in Austria vengono assunte numerose decisioni amministrative e giudiziarie che si richiamano alla Convenzione delle Alpi. Mentre negli altri Stati, salvo poche eccezioni in Germania, questo tipo di decisioni sono totalmente assenti. Da questa circostanza non si può tuttavia desumere che l'Austria sia in generale all'avanguardia nell'attuazione della Convenzione delle Alpi. A questo proposito, l'avvocato viennese Matthias Göschke ha evidenziato che proprio l'Austria, con il previsto progetto di costruzione stradale della S36/S37, chiaramente contrario alla Convenzione delle Alpi, metterebbe in gioco la propria credibilità e pregiudicherebbe l'intera Convenzione. Fonte: CIPRA Internazionale
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