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Comunicato stampa

La CIPRA – all’unisono con diversità

I paesaggi hanno molte funzioni: sono territori per insediamenti, terreni arabili, pascoli, falde acquifere, spazi ricreativi, habitat per animali e piante. © Frank Schultze, Zeitenspiegel

Per potersi riprodurre, gli animali e le piante devono poter migrare. E a tal fine attraversare i territori utilizzati anche dall’uomo. Nella relazione annuale 2014, la CIPRA mostra che sono gli animali, le piante e l’uomo a beneficiare in ugual misura degli spazi naturali interconnessi.

Strade, insediamenti, edifici commerciali e industriali: con le proprie infrastrutture, l’uomo contribuisce a sigillare sempre più superfici verdi. E a rimetterci sono gli animali e le piante, la cui proliferazione dipende dalla disponibilità di spazi e corridoi liberi; la biodiversità si impoverisce. Ma è perdente anche l’uomo, perché le superfici verdi sono anche falde acquifere, aree di ricreazione o terreni agricoli a gestione estensiva.

Meno vistose delle infrastrutture, ma altrettanto d’intralcio sono le diverse legislazioni nei Paesi alpini: le competenze della pianificazione territoriale – un settore chiave – sono talvolta affidate ai Comuni, altre volte alle Regioni o allo Stato; da un lato del confine possono essere in vigore piani direttori vincolanti, dall’altro solo idee molto vaghe. Tutto ciò complica la comunicazione fra le parti e l’istituzione di corridoi transfrontalieri.

Un paesaggio ricco di diversità è al servizio di tutti

Questi sono alcuni elementi centrali basati sull’esperienza pluriennale della CIPRA nell’ambito della protezione della natura e di progetti in corso come greenAlps. La CIPRA, Commissione internazionale per la protezione delle Alpi, e i suoi partner, tessono da molti anni reti ecologiche per animali e piante. Nella relazione annuale 2014, la CIPRA Internazionale indica perché la protezione e la conservazione della biodiversità alpina richiede il contributo di molti e mostra come l’uomo ne possa beneficiare.

Nel frattempo i servizi ecosistemici vengono riconosciuti anche al di fuori del settore della protezione della natura. Erica Zangrando, rappresentante della Regione Veneto e partner nel progetto recharge.green, sottolinea: «Nelle regioni di montagna la qualità di vita dipende dalla qualità delle risorse naturali. E’ importante che tutti conoscano i servizi erogati dai nostri ecosistemi.»

Sette Paesi alpini, sfide analoghe

La CIPRA agisce a diversi livelli e in una prospettiva che include tutte le Alpi: grazie alle sette rappresentanze in tutti i Paesi alpini e ad una rappresentanza regionale, sa bene che cosa preme alle slovene o che cosa irrita i francesi. Nella relazione annuale mostra scorci diversi, racconta il nuovo clima di fermento in alcune vallate alpine italiane, parla di persone impegnate nella tutela del paesaggio in Germania e in Alto Adige, e spiega perché i trasporti sono un tema scottante in Slovenia e nel Liechtenstein.

Per maggiori informazioni rivolgersi a:

Claire Simon, Direttrice CIPRA Internazionale, +423 237 53 53,

Barbara Wülser, Responsabile della comunicazione CIPRA Internazionale, +423 237 53 11,

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