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Vie d’uscita dalla trappola rovente: le Alpi nel 2050

Rischio di surriscaldamento: a Lubiana /SI si prevedono temperature in forte aumento. © biosynthesis24_flickr

I recenti risultati di uno studio del Politecnico di Zurigo illustrano la drammaticità del cambiamento climatico sulla base dei dati provenienti da centinaia di città. Una dichiarazione congiunta degli Stati alpini mira a rendere le Alpi neutrali dal punto di vista climatico entro il 2050.

Sono dati allarmanti: a Lubiana la temperatura massima dovrebbe aumentare di 8 gradi entro la metà del secolo, la temperatura media annuale di 3,5 gradi. La capitale slovena si collocherebbe così alla testa della classifica tra 520 città di tutto il mondo i cui dati climatici sono stati presi in esame da un gruppo di ricerca del Politecnico federale ETH di Zurigo/CH. Nel giro di appena tre decenni, il clima di molte città della regione alpina sarà simile a quello di località situate centinaia di chilometri più a sud. Da eccezioni le estati roventi diventeranno quindi la regola, nonostante lo studio prenda in considerazione uno scenario ottimistico, con un aumento della temperatura globale di soli 1,4 gradi entro il 2050. 

Decine di città e comuni dello spazio alpino, diversi cantoni svizzeri e il Land austriaco del Vorarlberg hanno già dichiarato simbolicamente l’emergenza climatica. Riconoscono quindi che esiste una crisi climatica e che le misure adottate finora per combattere il riscaldamento globale provocato dall’uomo non sono sufficienti a limitarlo. In questo contesto, lo stato di emergenza significa che queste misure hanno la massima priorità, che non può essere rinviata.

La strada verso Alpi climaticamente neutrali
Già nell’aprile 2019, alla XV Conferenza delle Alpi di Innsbruck/A i ministri degli otto Stati alpini e un rappresentante dell’Unione europea hanno adottato una dichiarazione comune. L’obiettivo è quello di rendere lo spazio alpino climaneutrale e resiliente ai cambiamenti climatici entro il 2050 in dodici settori rilevanti per il clima – dalla pianificazione territoriale ai trasporti, ai pericoli naturali, alla biodiversità fino al turismo. Sotto-obiettivi specifici indicano la via da seguire, ad esempio nel settore dei trasporti. Qui entro il 2050 il trasporto merci in transito attraverso lo spazio alpino su distanze di 300 chilometri e oltre dovrà essere completamente trasferito su rotaia e tutti i veicoli stradali dovranno produrre emissione di CO2 pari a zero grazie alla mobilità elettrica e a nuove tecniche di propulsione.

Questo risultato rappresenta una pietra miliare, afferma Kaspar Schuler, direttore della CIPRA Internazionale. “Il Sistema alpino di obiettivi per il clima è un impegno importante dei Paesi alpini. Il passo decisivo verso la sua effettiva attuazione sarà un impegno che coinvolga anche i rispettivi Ministeri dei trasporti e dell’economia e gli attori economici. Se ciò avverrà, la protezione del clima diventerà il motore dello sviluppo alpino”. Nel maggio 2019 a Salisburgo/A, con la partecipazione e il sostegno della CIPRA, si è tenuto un primo workshop che ha approfondito e concretizzato le misure in materia di trasporti ed energia. Il prossimo workshop, dedicato al turismo e all’acqua, si terrà a Lione/F nel settembre 2019.

 

Fonti e ulteriori informazioni:

www.alpconv.org/it/home/novita-pubblicazioni/pubblicazioni-multimedia/dettaglio/alpi-clima-neutrali-e-resilienti-ai-cambiamenti-climatici-2050-1/, https://crowtherlab.pageflow.io/cities-of-the-future-visualizing-climate-change-to-inspire-action?utm_source=Guardian&utm_medium=OnlineCoverage&utm_campaign=Cities2050#213121(en), www.theguardian.com/environment/2019/jul/10/global-heating-london-similar-climate-barcelona-2050 (en), www.republik.ch/2019/07/11/bern-ist-im-sommer-bald-so-heiss-wie-mailand, https://de.wikipedia.org/wiki/Klimanotstand (de), https://orf.at/stories/3129860/ (de), https://fm4.orf.at/stories/2987573 (de), www.derstandard.at/story/2000105909842/vorarlberg-ruft-als-erstes-bundesland-den-klimanotstand-aus(de)