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#Turismo nelle Alpi

Oggetto del desiderio: L'isola di Bled è uno dei motivi fotografici più popolari. (c) Uroš Abram, Kostanjevica na Krki/Sl

Isolati laghetti di montagna, località pittoresche, una natura incontaminata. Il turismo nelle Alpi trasmette sempre le stesse immagini. Bled, in Slovenia, mostra inequivocabilmente come il turismo di massa regola la vita. In occasione del suo convegno annuale, la CIPRA si chiede: come rafforzare la propria identità?

Gregor sposta sulla fronte gli occhiali da sole e, mentre racconta, appoggia con disinvoltura la gamba sulla Pletna, la tradizionale barca a fondo piatto in legno di larice con il tettuccio parasole a righe azzurre. Numerosi volti lo osservano senza comprendere. Il sindaco, Janez Fajfar, alza la sua voce potente e traduce in inglese; le loro espressioni si rasserenano.

Gregor fa il barcaiolo. Con la Pletna attraversa il lago per portare i suoi ospiti sulla famosa isola di Bled. Queste gite in barca hanno una lunga tradizione, sono da tempo immemorabile parte del paesaggio urbano e dell'immagine di questa piccola cittadina slovena. Il mestiere del barcaiolo si tramanda di famiglia in famiglia, imparano gli astanti dalla voce del sindaco. Le ambite licenze vengono tramandate di generazione in generazione, racconta Gregor. Janez Fajfar traduce con voce sonora. In passato era una possibilità di integrare il reddito delle persone povere, oggi invece è un lavoro redditizio. «La mia famiglia è ai remi della Pletna ormai da sei generazioni.» 

«Miscela alpina» germanico-slavo-romanica

Gli astanti sono arrivati a Bled da diversi paesi alpini per presenziare al convegno annuale congiunto della CIPRA Internazionale, della CIPRA Slovenia e della rete di comuni «Alleanza nelle Alpi» e per discutere insieme di turismo e qualità di vita nelle Alpi. Il turismo ha portato un relativo benessere nelle Alpi. In molte regioni continua ad essere una fonte di reddito importante, ma comporta anche molte sfide da affrontare, come i rischi di uno sfruttamento eccessivo o una crescita incontrollata. Troppi turisti, una movida chiassosa e colonne di auto alimentano un crescente scetticismo dei locali nei confronti del turismo.

Bled, la sede del convegno, è un esempio calzante. L'idilliaca posizione sul lago, il castello medievale in alto e il fantastico panorama delle Alpi Giulie e delle Caravanche fanno di questo comune di 8000 anime nelle Alpi slovene una grande attrazione turistica. Con 8.000 letti, in alta stagione il numero di persone raddoppia, una grande sfida per la politica e la popolazione locale.

Gli eroi di Bled portano i nomi di Arnold Rikli, Ivan Kenda, Anton Vork, Jula Molnar e i loro sguardi severi sono incisi nei rilievi di pietra sulla verde colonna votiva sotto i maestosi alberi ombreggianti del parco. Ammalatosi egli stesso, il naturopata svizzero Rikli avrebbe scoperto Bled nel 1855 come luogo di cura – reimportando l’idea successivamente in Svizzera, come afferma Fajfar. «Niente alcool, niente carne, ogni mattina una camminata in montagna.» Il sindaco si scuote. La giacca blu scura disinvoltamente appoggiata alle spalle, la pancetta da buongustaio protesa sotto la camicia a quadretti, racconta la storia di Bled come se vi avesse partecipato. «Aria, sole ed acqua possono guarire tutto», dice citando Rikli. La migrazione c’è da sempre: Peter Passler durante la guerra dei contadini nel XVI secolo, ricchi ebrei durante la seconda guerra mondiale… Il risultato sarebbe una «miscela alpina» germanico-slavo-romanica  – e la presenza frequente del nome Peter in molte famiglie.

« 20, 21, 22… » les plus jeunes participant.e.s de la visite sont assis.e.s sur un mur et comptent le nombre de bus qui arrivent toutes les 10 secondes. Il.Elle.s ont gravi en premier la colline du château et attendent le reste du groupe et le maire. Les cars déversent un flot continu de touristes. Ils soulèvent leurs appareils photo, font quelques selfies avec la grue, la benne et le château moyenâgeux en arrière-plan et se rangent dans la queue. Les asiatiques, les européen.ne.s, les américain.ne.s, les afriquain.ne.s attendent devant le kiosque à billets, sous le soleil de midi, les un.e.s tiennent un parapluie, d’autres portent un chapeau de soleil, tous ont un appareil photo.

Le château est le point d’attraction de Bled, mais la commune n’en récolte que le trafic. Il y a quelques temps, face à l’afflux croissant de touristes, l’Etat slovène a classé le château propriété d’Etat et il encaisse désormais les frais d’entrée. Il serait, semble-t-il, un patrimoine culturel d’importance nationale.

Sur la terrasse pavée du château, l’épicentre touristique, les visiteurs sont aux aguets et par-dessus le mur d’enceinte, ils mitraillent l’île lacustre avec leurs appareils photo. Grâce aux médias sociaux, aux journaux et à internet, cette image promet une expérience idyllique, culturelle et unique. Juste pour prendre cette photo, des milliers de touristes envahissent chaque année la petite ville et son château. Sous un manteau de neige en hiver, mystique dans le brouillard ou entouré d’un vert tendre en cette journée printanière de fin mai 2018 – la lumière et les saisons changent, le motif reste. Ce que ces photos ne montrent pas : la foule de part et d’autre. Les participant.e.s de la visite saisissent eux.elles-aussi leurs smartphones.

Pas le temps de bavarder

Dans la petite boulangerie Zima, les gens sont au coude à coude pour obtenir l’attention du propriétaire XY Zima. « One of these, one of those please ! » L’odeur des pâtisseries et du pain frais rempli l’air. Il faut un millefeuille à la crème pour clore en beauté une visite de Bled. Les photos sur les murs racontent le passé : la boulangerie existe depuis 1880, la famille Zima gère l’entreprise de boulangerie-pâtisserie depuis 2007. Les vendeur.euse.s se précipitent de part et d’autres pour servir les clients. Il.elle.s n’ont pas une minute pour bavarder avec les hôtes. La prochaine plaque de pâtisseries recouvertes de sucre en poudre arrive déjà du fournil.

Il sindaco stesso, che guida le sorti di Bled dal 2006, parla otto lingue. Constata uno sviluppo velocissimo: «Il turismo diventa sempre più “mordi e fuggi”.» Per molti Bed rappresenta una breve tappa da spuntare nel loro viaggio in Europa. «Noi ci stiamo chiedendo come far sì che i nostri ospiti restino più a lungo.» E come insegnare loro a non fare il bagno ovunque. «How to behave», è il titolo di un breve video che il comune ha realizzato poco tempo fa.

Una quinta d'importanza nazionale

«20, 21, 22…» gli escursionisti più giovani sono seduti sul muretto e contano gli autobus che arrivano ad intervalli di dieci secondi. Sono stati i primi ad arrampicarsi sulla collina del castello e attendono l'arrivo del gruppo con il sindaco. Gli autobus eruttano turisti dopo turisti. Questi sollevano la loro telecamera, fanno qualche selfie, inquadrando la gru, lo scavo e il castello medievale sullo sfondo, e si mettono in coda. Asiatici, europei, americani, africani attendono pazienti sotto il sole a picco davanti al botteghino dei biglietti, alcuni con l'ombrello, altri con un gran cappello di paglia, tutti con la fotocamera.

Il castello è un'attrazione di Bled, ma al comune resta solo il traffico. Tempo fa, quando attraeva sempre più ospiti, lo stato sloveno lo dichiarò proprietà dello stato e da allora incassa i proventi dei biglietti. Si tratterebbe di un bene culturale di interesse nazionale.

Sul terrazzo del castello pavimentato a selciato, l'epicentro turistico, gli ospiti sono appollaiati ovunque e scattano continuamente foto dell'isola sul lago. Trasportato in tutto il mondo dai social media, dai giornali e da internet, quest’immagine promette l'idillio, eventi culturali e unicità. Per scattare esattamente questa foto, ogni anno migliaia di turisti affollano la piccola città e il castello. Talvolta coperti di neve in inverno, misticamente immersi nella nebbia, ma anche immersi in un verde sapido come in questa giornata di primavera, alla fine di maggio 2018 – la luce cambia, le stagioni si alternano, il motivo rimane. Quello che le foto non mostrano sono le masse di persone a sinistra e a destra. Anche i nostri partecipanti all'escursione estraggono il loro smartphone.

Non c'è tempo per parlare

Nel piccolo panificio Zima, la fitta clientela tenta di catturare l'attenzione del proprietario,  XY Zima. «One of these, one of those please!». L'odore dei pani e dei dolci appena sfornati è in aria. Per concludere la visita di Bled ci vuole una Cremeschnitte. Le foto alla parete raccontano il passato. Il panificio esiste dal 1880, dal 2007 questo panificio-pasticceria è gestito dalla famiglia Zima. Dietro il banco un continuo via vai per servire la clientela. Non c'è tempo per scambiare quattro chiacchiere con gli ospiti. Dal forno escono in continuazione teglie di dolci cosparsi di zucchero a velo.

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