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Punto di vista: Preservare il paesaggio alpino è fondamentale per lo sviluppo dei territori

13/07/2021
È in costante aumento la creazione di infrastrutture nelle zone di montagna, che arrivano addirittura a minacciare il parco nazionale del Triglav in Slovenia. Qui è stata presentata una proposta di elettrificazione del Kredarica, il rifugio più alto della Slovenia. Un tale intervento significherebbe l’apertura di estesi cantieri nel bel mezzo del Parco nazionale. Katarina Žakelj, direttrice della CIPRA Slovenia, chiede risposte più sostenibili al crescente numero di turisti attratti dalle montagne.
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Katarina Žakelj, direttrice della CIPRA Slovenia. (c) Nejc Kavka

Finora ero convinta che le montagne fossero visitate principalmente da persone in cerca di una pausa dagli affanni della vita quotidiana, che intendono riordinare i propri pensieri nel silenzio, ottenere nuove prospettive e godere della bellezza della natura. Ma chi frequenta la montagna oggi è sempre più motivato dalla ricerca di fotografie ad effetto.

La sobrietà e il rispetto per la natura, in cui dovremmo essere solo ospiti fugaci, stanno gradualmente cedendo il passo a idee e canoni urbani. I frequentatori dei rifugi di oggi si aspettano non solo un alloggio, ma anche dei servizi. Non si interrogano sul consumo d’acqua, sull’energia necessaria, sul volume di traffico causato dai viaggi, sullo smaltimento delle acque reflue o sui rifiuti. Questa evoluzione si riflette anche nella strategia per il turismo della Slovenia, documento in cui si afferma: “Nuovi segmenti di consumatori sono in rapida crescita e stanno cambiando il modo di viaggiare e di vivere le destinazioni”.

Alla fine del 2020 sono trapelate informazioni su un progetto che avrebbe un impatto ancora più pesante l’ambiente montano: l’Agenzia slovena per l’ambiente stava progettando di elettrificare il rifugio Kredarica. Situato a 2515 metri di altitudine sotto la cima del Triglav, da più di 60 anni vi si svolgono osservazioni meteorologiche. Attualmente l’energia elettrica è fornita da un generatore diesel, pannelli solari e turbine eoliche.

La posa di linee sotterranee comporterebbe un pesante intervento in questa zona montana protetta e fragile. L’elettrodotto previsto avrebbe un impatto su un sito Natura 2000 e sulle foreste protette nelle Alpi Giulie. Considerato il già crescente numero di visitatori, l’elettrificazione del rifugio probabilmente prolungherebbe la stagione, con il conseguente aumento della pressione sull’ambiente montano già minacciato. Per gli sloveni il Triglav è una montagna indissolubilmente legata alla loro identità. Ha un grande significato simbolico, tanto che la sua silhouette adorna la bandiera nazionale slovena. Se si decide di intervenire nel gruppo del Triglav, bisogna anche tener conto dell’importanza di questa zona di montagna.

I piani per l’elettrificazione del rifugio Kredarica sono attualmente sospesi, ma non abbandonati. In ogni caso, servono come campanello d’allarme per pianificare il futuro delle nostre montagne in modo più coordinato e, soprattutto, più sostenibile. La CIPRA Slovenia ha quindi organizzato una serie di eventi coinvolgendo giovani ed esperti per riflettere sull’alpinismo, sul turismo sostenibile e sulla capacità di carico dei paesaggi alpini. Per questo la campagna “Falò nelle Alpi” di quest’anno si concentra sul futuro delle nostre montagne. Quale sia l’importanza dei paesaggi non infrastrutturati per il bene comune e per la natura nelle Alpi è evidenziato anche da un documento di posizione sui paesaggi alpini redatto congiuntamente dai rappresentanti della CIPRA di tutti i paesi alpini. Lo sfruttamento eccessivo e tutt’altro che sostenibile delle Alpi deve cessare – senza aspettare oltre.