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Maggior tutela delle Alpi nel traffico di transito

Traffico di transito: le rappresentanze della CIPRA di tutti i Paesi alpini chiedono regole più vincolanti.

All’inizio di giugno 2020 i Ministeri dei trasporti degli Stati UE negozieranno regole più vincolanti per il traffico di transito. Le rappresentanze della CIPRA di tutti i Paesi alpini chiedono un miglioramento della direttiva europea sui costi delle infrastrutture per il trasporto su strada.

Al fine di difendere gli interessi dell’uomo e della natura nello spazio alpino e per promuovere la protezione delle Alpi lungo gli assi di transito, alla fine di maggio 2020 le organizzazioni della CIPRA hanno formulato le loro richieste generali relative al traffico di transito. Nello stesso tempo hanno anche presentato le loro richieste specifiche per il miglioramento della direttiva sui costi delle infrastrutture ai ministri nazionali dei trasporti, dell’ambiente e della salute.

Direttiva poco efficace 

La “Direttiva Eurovignetta” è stata emanata dall’UE nel 1993,  nota anche come direttiva sui costi delle infrastrutture. La direttiva regolamenta la riscossione dei pedaggi autostradali a carico di autoveicoli pesanti adibiti al trasporto merci su strada. I camion dovrebbero sostenere una parte dei costi dell’infrastruttura. Anche nelle successive revisioni della direttiva non si è tuttavia tenuto conto dei costi ambientali. Con questa espressione si intende il risarcimento dei danni che il traffico pesante provoca alla salute umana e all’ambiente. Finora questi costi esterni non sono stati inclusi, nonostante un’ulteriore revisione del regolamento nel 2006. Da anni gli autocarri viaggiano a prezzi troppo bassi rispetto ad altre modalità di trasporto ed i sovrapprezzi sono limitati ai veicoli di peso lordo superiore alle 12 tonnellate.

Trattative a livello europeo

Nel 2017 la Commissione UE ha presentato una nuova proposta di modifica che include i costi esterni e riduce il limite di peso a 3,5 tonnellate. Il Parlamento europeo ha integrato la bozza nel 2018, chiedendo il passaggio vincolante ai sistemi di pedaggio basati sui chilometri effettivamente percorsi. L’ammontare del pedaggio deve orientarsi alle classi di emissione di CO2. Prima della fine del 2019 i ministri dei trasporti nazionali non sono riusciti a raggiungere un accordo, la Germania si oppone a limiti di peso più bassi, l’Italia e i Paesi Bassi considerano troppo elevati i sovrapprezzi per i costi esterni come l’inquinamento atmosferico e acustico. La trattativa riprenderà all’inizio di giugno 2020.

Richieste chiare

La CIPRA sostiene in linea di principio la revisione della direttiva sui costi delle infrastrutture per ridurre il volume del traffico stradale e raggiungere l’obiettivo della neutralità climatica, come evidenzia il codirettore Kaspar Schuler. “Riteniamo inoltre positivo il fatto che le regole comuni si debbano applicare già per i veicoli commerciali di peso pari o superiore a 3,5 tonnellate”. Tuttavia Schuler sottolinea anche che tutti e otto gli Stati firmatari della Convenzione delle Alpi – tra cui Germania e Italia – si sono impegnati a rispettare i principi della direttiva sui costi delle infrastrutture più di 20 anni fa. Quindi quanto è attualmente oggetto di accese discussioni, sarebbe stato da tempo obbligatorio, almeno per alcuni Stati UE. Secondo la CIPRA tre richieste sono di primaria importanza per migliorare la direttiva sui costi delle infrastrutture:

1 - La direttiva deve includere tutti i costi esterni come base di calcolo.

2 - Occorre confermare la possibilità di applicare maggiorazioni sui pedaggi con effetti diretti di trasferimento modale nelle aree sensibili come le Alpi o le regioni densamente popolate.

3 - Il pedaggio deve essere riscosso in funzione dei chilometri percorsi.

Fonti e ulteriori informazioni:

www.cipra.org/it/temi/politica-alpina/focus-traffico-di-transito