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Flash mob per fiumi

Sulle rive del torrente Saint-Barthelemy (Valle d'Aosta) si è svolto uno dei cento flash mobs. © Legambiente

Quasi cento flash mob si sono tenuti alla fine di gennaio in tutta l’Italia per proteggere gli ecosistemi fluviali dal rischio di eccessivo prelievo d’acqua. Anche in altri luoghi nelle Alpi aumentano i protesti contro impianti idroelettrici.

L’Italia è tra i maggiori produttori di energia idroelettrica in Europa: negli ultimi dieci anni sono stati autorizzati oltre 2.000 impianti di produzione. I piccoli impianti sono per lo più costruiti in contesti montani di elevata qualità ambientale con autorizzazioni che spesso violano la Direttiva Quadro sulle Acque dell’Unione Europea, come dimostrano le procedure di infrazione aperte dall’Unione Europea nei confronti dell’Italia.

Nel pomeriggio di sabato 25 gennaio 2020 18 associazioni ambientaliste e tante singole persone hanno manifestato contemporaneamente in circa cento luoghi diversi - lungo fiumi o corsi d’acqua - contro la costruzione di nuovi impianti idroelettrici, che danneggiano l’ecosistema. I partecipanti dei flash mob hanno voluto attirare l’attenzione del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa e richiedere il rispetto della Direttiva Acque. La preoccupazione di ambientalisti, pescatori e canoisti è dovuta al recente decreto sulle energie rinnovabili (Rinnovabili FER) che ha mantenuto gli incentivi agli impianti idroelettrici sui corsi d’acqua naturali e che consente di continuare a sostenere economicamente anche impianti che non rispettano la direttiva.

Iniziative necessarie

Anche nella confinante Svizzera, già nell’estate del 2019 si è volto un campo di protesta contro la costruzione di un bacino idrico sotto il ghiacciaio Trift, che si sta sciogliendo. Nelle Alpi slovene la quinta edizione della “Balkan Rivers Tour” per la protezione di corsi d’acqua naturali inizierà la prossima estate. Iniziative come queste sono necessarie per sensibilizzare le persone sulla necessità di proteggere la preziosa risorsa dell’acqua, afferma Barbara Wülser, Co-direttrice di CIPRA International. “Non dobbiamo permettere che gli ultimi fiumi siano regimati o prosciugati da un'eccessiva estrazione di acqua con il pretesto della protezione del clima o dell'adattamento al cambiamento climatico.” Una storia di successo sono state le proteste dell’anno1984 aHainburg/A contro la costruzione di un impianto idroelettrico sul Danubio. Oggi questa isola fluviale fa parte del parco nazionale Donau-Auen e ospita più di 5'000 specie animali e vegetali.

 

Fonti e ulteriori informazioni:

www.legambiente.it/la-protesta-dei-pesci-di-fiume/ , www.ilfriuli.it/articolo/politica/anche-in-friuli-la-protesta-dei-pesci-di-fiume/3/213722 , www.derstandard.at/story/2000111773863/niederoesterreich-familienausflug-zum-ursprung-der-oekobewegung (de), www.cipra.org/it/notizie/quando-il-paesaggio-suscita-emozionihttps://balkanriverdefence.org (en)