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Natura e uomo nelle Alpi

© birdlife.ch

Visione distorta della natura

Un nucleo abitato ricco di verde, in cui persone, animali e piante condividono lo spazio di vita e l'habitat, si stimano e si rispettano a vicenda. È questo il rapporto idealizzato fra natura ed essere umani con parità di diritti. Nella prassi invece, noi tendiamo a falciare il nostro prato ogni settimana e a scacciare martore, topi o ragni.

Il rapporto fra uomo e natura ha una valenza sociale e cambia continuamene. Oggi lo sguardo sulla natura è particolarmente caratterizzato dagli esseri umani. Diversi sono i punti di vista in concorrenza fra di loro: l'essere umano attivo che agisce ed è quindi superiore alla natura, l'essere umano che dipende dalla natura oppure l'essere umano che è responsabile della natura. Decisivo risulta il nostro atteggiamento nei confronti della natura e di noi stessi.

Chi decide?

Alcuni sondaggi indicano nella popolazione europea un ampio consenso sull’importanza della diversità biologica per il nostro benessere e della necessità di misure di protezione per conservare tale diversità. Secondo il recente sondaggio Eurobarometro sulla biodiversità (2015), due terzi degli intervistati riconoscono l'importanza degli spazi naturali ai fini della fornitura di alimenti, aria pulita ed acqua – e quindi della qualità di vita.

Pochissimi accetterebbero una compromissione o la distruzione delle aree protette per rilanciare lo sviluppo economico. Quasi la metà auspicherebbe addirittura un divieto di interventi del genere. Il 40 percento circa del campione pensa invece che tali interventi dovrebbero essere consentiti quando si tratta di pubblico interesse. E qui incomincia il tormento: che cos'è il pubblico interesse e chi lo stabilisce? A seconda del luogo e delle prospettive, questo termine trova interpretazioni diverse come mostrano gli esempi di aree protette minacciate nelle Alpi. In molti casi si argomenta con la necessità di un collegamento tra comprensori sciistici o della costruzione di nuove dighe per la produzione di energia elettrica, per poter competere con la forte concorrenza fra destinazioni turistiche e distretti economici. Spesso si accettano massicci interventi negli spazi naturali perché considerati prioritari rispetto alla funzione di protezione degli spazi stessi, anche se tale ridestinazione è accettata solo dal sette percento del campione. C'è da chiedersi chi decide a riguardo e con quale legittimazione?

A breve termine

Interessante è anche il nesso fra catastrofi naturali e valutazione delle tematiche ambientali: nei periodi caratterizzati da molte catastrofi naturali si tende ad attribuire una maggiore importanza alle tematiche ambientali, come risulta dalla ricerca svizzera Univox (2015). Questo fenomeno è dovuto alla sempre più crescente mediatizzazione: la nostra percezione è influenzata più a lungo e maggiormente da eventi a breve termine perché questo tipo di eventi è ripreso dai media. Gli eventi a lungo termine, quali i cambiamenti del paesaggio o il cambiamento climatico, fanno più fatica a raggiungere le luci della ribalta della pubblica attenzione.

 

Fonti e ulteriori informazioni:

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