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Comunicato stampa

Il trasporto merci deve essere trasferito su rotaia

L’accordo sulla direttiva sui costi delle infrastrutture (direttiva Eurovignetta) non può più essere rimandato. La CIPRA Internazionale e la rete “iMonitraf!” chiedono quindi un rapido accordo per mitigare l’impatto sull’uomo e la natura. Occorre garantire il conseguimento dell’obiettivo della direttiva: il trasporto merci deve essere trasferito su rotaia.

Quello che il Parlamento europeo aveva già approvato nell’ottobre 2018, con la sua ambiziosa proposta di revisione della direttiva sui costi delle infrastrutture, deve ora essere portato a termine dalla Presidenza tedesca del Consiglio dell’UE. Il ministro dei Trasporti tedesco Scheuer ha tuttavia avanzato la proposta che i cosiddetti veicoli a emissioni zero siano esentati da tutti i pedaggi. Su questa base i ministri dei trasporti dell’UE potrebbero trovare un accordo nella riunione del Consiglio del 28 settembre 2020.

In linea di principio la CIPRA accoglie con favore la differenziazione dei pedaggi in base alle emissioni di CO2, perché essa contribuisce anche al conseguimento degli obiettivi del “Green deal” europeo. Ciò non deve però compromettere l’obiettivo principale che consiste nel trasferire il traffico dalla strada alla ferrovia, come sottolinea Kaspar Schuler, codirettore della CIPRA: “Anche se le emissioni medie dei veicoli continuano a diminuire grazie ai nuovi motori, il pedaggio deve essere basato sul principio di causalità. I costi collegati al rumore, alla congestione e l’aumento dei costi infrastrutturali sono generati anche dai veicoli a basse emissioni – anche a questa categoria devono pertanto essere addebitati. Solo una sostanziale tassazione di tutti i veicoli pesanti può garantire un effettivo trasferimento del trasporto merci dalla strada alla rotaia”.

Tre richieste per la protezione delle regioni alpine

A nome della popolazione alpina sottoposta al rumore ed  ai gas di scarico, la CIPRA Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi e le oltre 100 organizzazioni che ne fanno parte, insieme alla rete iMonitraf! (www.imonitraf.org), che collega le regioni alpine lungo i principali corridoi di transito, rivolge un appello ai ministri dei trasporti, della salute e dell’ambiente degli Stati alpini. Le richieste dettagliate sono riportate nel documento di posizione congiunto.

Tre elementi essenziali della direttiva sui costi delle infrastrutture devono essere mantenuti e rafforzati

  1. È essenziale creare gli incentivi adeguati per un trasferimento modale e contribuire così alla trasparenza dei costi del trasporto su strada. Ciò richiede una sostanziale maggiorazione dei pedaggi (il cosiddetto “mark up”) per le regioni di montagna su tutti i corridoi di transito alpini.
  2. I costi esterni del trasporto merci sono molto più elevati nelle regioni di montagna rispetto alle zone pianeggianti. Pertanto, il “fattore montagna 2”, previsto nella versione attuale della direttiva sui costi delle infrastrutture, deve essere aumentato al “fattore 4”.
  3. Un’esenzione totale dal pedaggio per il traffico pesante senza emissioni (per i cosiddetti veicoli a emissioni zero) è in contrasto con il principio di causalità. In primo luogo, le emissioni di CO2 sono generate durante l’intero ciclo di vita di un veicolo. In secondo luogo, anche i veicoli a emissioni zero producono costi connessi al rumore, costi di congestione e costi di infrastruttura.

La CIPRA sottolinea che già la Convenzione delle Alpi, firmata da tutti gli Stati alpini nel 1991 e il relativo Protocollo sui trasporti (adottato nel 2000), impongono l’integrazione di tutti i costi esterni così come l’applicazione del principio di causalità.

 

Per informazioni rivolgersi a:

Kaspar Schuler, Co-direttore CIPRA International, kaspar.schuler@cipra.org, +423 79 300 55

Michael Gams, responsabile di progetto per la comunicazione, CIPRA International, michael.gams@cipra.org

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