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Maggiore sfruttamento del legno come fonte energetica

Anno di pubblicazione2010
Pubblicato daBundesamt für Energie BFE
Internet: http://www.bfe.admin.ch/
Luogo di pubblicazioneBerna
Linguade, fr
Pagina(e)21
DocumentazioniGiornale, opuscolo
Berna, 03.05.2010 - L'importanza del legno come materia prima per l'ulteriore lavorazione, o come fonte di energia termica, è aumentata notevolmente e in modo costante negli ultimi anni. Da uno studio finanziato dagli Uffici federali dell'energia (UFE) e dell'ambiente (UFAM) emerge che, anche in futuro, i boschi svizzeri produrranno un ingente quantitativo di legna da impiegare come fonte energetica. Ciò vale in particolare per il legno di latifoglia, anche se attualmente non è certo se il suo potenziale potrà effettivamente essere sfruttato.

Nello studio "Holz als Rohstoff und Energieträger" (Il legno come materia prima e vettore energetico, disponibile in ted.) sono abbozzati cinque scenari che descrivono la possibile evoluzione futura del mercato svizzero del legno. Stando al cosiddetto "scenario di tendenza", che raffigura lo sviluppo più probabile, entro il 2025 la quantità di legna boschiva commercializzata aumenterà del 30% ca. (anno di riferimento: 2005). Il legno di latifoglia destinato a scopi energetici presenta il maggiore incremento, mentre non vi è da attendersi un aumento significativo del legno di conifere. Cresceranno invece notevolmente anche l'impiego dei cascami di legno prodotti dalle segherie. I prezzi saranno soggetti a forti oscillazioni: nel caso della legna boschiva si prevede un aumento del 30% ca. Mentre l'incremento sarà minimo nel caso del legname da industria, per la legna da ardere si registrerà un'impennata dei prezzi.
Notevole aumento della quota del legno nel bilancio energetico globale

Dallo studio citato risulta che il potenziale del legno in futuro verrà sfruttato ancora meglio rispetto ad oggi. A riguardo è interessata l'intera gamma dei tipi di legna, ossia: la legna boschiva, il legname proveniente da formazioni arboree non boschive, i cascami di legno e il legname di scarto. Nel quadro dello scenario di tendenza si stima che, entro il 2025, la quantità di legna impiegata come fonte energetica aumenterà del 60 - 70% rispetto all'anno di riferimento 2005. La quota del legno nel bilancio energetico globale crescerebbe pertanto dal 3,5 al 7% ca. Nell'ambito delle energie rinnovabili, la quota del legno aumenterebbe dal 21% al 35 - 50%. Stando ai risultati dello studio, l'obiettivo definito dall'UFE, ossia il raddoppiamento a lungo termine dei quantitativi di legna da impiegare come fonte energetica, potrebbe così essere raggiunto. Ciò presupporrebbe comunque il proseguimento dell'attuale politica energetica e di gestione del patrimonio boschivo. Rimane una sfida il coordinamento con gli obiettivi della politica delle risorse, definiti congiuntamente da UFAM, UFE e SECO. In primo piano vi è tuttora l'imperativo del cosiddetto sfruttamento "a cascata", ossia l'impiego ripetuto del legno.