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26/11/2009

cc.alps: Le richieste della CIPRA per la pianificazione territoriale

cc.alps: Le richieste della CIPRA per la pianificazione territoriale

La diversità delle Alpi. L’arco alpino è caratterizzato da peculiarità di cui si deve tener conto nella pianificazione territoriale e nella protezione del clima.

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11/11/2009

cc.alps: CIPRA-Richieste su costruire e risanare

cc.alps: CIPRA-Richieste su costruire e risanare

L'energia è troppo preziosa e non va sprecata! Purtroppo però oggi accade proprio questo. Circa la metà dell'energia mondiale viene utilizzata per costruire, utilizzare e mantenere gli edifici. Nelle Alpi così come nel resto d'Europa gli edifici privati utilizzano la stessa quantità di energia che viene utilizzata per il sistema generale dei trasporti. Il riscaldamento è il primo usufruitore, seguito dall'acqua calda sanitaria, bisogni che vengono coperti principalmente da fonti energetiche fossili quali gasolio e metano. Lo spreco energetico lo si può attribuire principalmente agli edifici vecchi e male isolati.

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04/11/2009

cc.alps: Le richieste della CIPRA relative alla mobilità

cc.alps: Le richieste della CIPRA relative alla mobilità

I trasporti - in particolare il traffico automobilistico e dei veicoli pesanti - è una delle principali cause del cambiamento climatico. Nei Paesi alpini la percentuale delle emissioni di gas serra dovuta ai trasporti ammonta a più del 25%. Tra tutti i settori coinvolti, i trasporti hanno fatto registrare i più forti incrementi di emissioni di gas serra dal 1990. Uno sviluppo distorto che va contro l'obiettivo politico di ridurre le emissioni. Nelle Alpi la percentuale dei tragitti per-corsi con l'auto privata è più elevata rispetto alla media europea.

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04/11/2009

cc.alps: le richieste della CIPRA per la protezione della natura

cc.alps: le richieste della CIPRA per la protezione della natura

Se il clima cambia, la natura ne subisce le conseguenze. Le regioni di montagna sono parti-colarmente sensibili, proprio qui si teme infatti che scomparirà il maggior numero di specie di piante e animali. Secondo gli attuali modelli, nelle Alpi quasi una specie di piante su due è minacciata di estinzione entro il 2100. Si prospetta quindi una perdita immane per il ricco patrimonio floristico dell'Europa Centrale. Ma anche le specie animali più conosciute - come lo stambecco, la pernice bianca e la lepre variabile - vanno incontro a un deciso peggiora-mento delle condizioni dei loro habitat alpini a causa del riscaldamento terrestre.

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04/11/2009

cc.alps: le richieste della CIPRA in materia di energia

cc.alps: le richieste della CIPRA in materia di energia

Per arginare il riscaldamento globale è anzitutto importante utilizzare l'energia in modo più efficiente. Ma questo non basta per rendere le attività umane compatibili con il clima. Noi dobbiamo modificare sostanzialmente il nostro consumo di energia e di merci e servizi ad alta intensità energetica. L'esperienza dimostra tuttavia che i consumi calano solo se vengo-no inviati chiari segnali politici. Tra questi rientrano, in particolare, i provvedimenti legislativi che premiano il risparmio energetico e sanzionano lo sperpero. Il passaggio dalle energie fossili alle energie rinnovabili deve essere accelerato - ma non a spese della natura. La produzione di biomasse, l'installazione di impianti eolici e nuove cen-trali idroelettriche nelle Alpi, sono tutti interventi che presentano aspetti controversi e conflit-tuali. Gli effetti ecologici, sociali ed economici dei provvedimenti climatici devono essere va-gliati accuratamente e raffrontati gli uni con gli altri.

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03/04/2009

Risoluzione di Bolzano

Risoluzione di Bolzano

"..., esprime la propria forte aspettativa nei riguardi degli esiti della 15ma Conferenza delle Parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici prevista a Copenaghen il prossimo dicembre 2009, richiama i Governi dei Paesi Alpini, nonché dei principali Paesi a economia avanzata, a un impegno straordinario affinché l'appuntamento globale di Copenaghen segni una netta accelerazione nelle politiche di prevenzione del cambiamento climatico, alla luce delle nuove evidenze e conferme della gravità del fenomeno."

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12/03/2009

Piano d’azione sul cambiamento climatico nelle Alpi

Piano d’azione sul cambiamento climatico nelle Alpi

Il piano d'azione, in applicazione della Dichiarazione ministeriale di Alpbach, si basa sugli impegni collettivi assunti dai paesi dell'arco alpino nell'ambito della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici e del Protocollo di Kyoto. Si inserisce nelle discussioni in corso ai fini di un accordo globale ambizioso su un regime " post-2012 " e prende in debito conto gli impegni che l'Unione europea ha registrato in tal senso. Il suo obiettivo è andare oltre tale quadro generale per proporre misure concrete, specifiche alle Alpi, privilegiando - sia in materia di mitigazione che di adattamento - le tematiche e le misure che potrebbero essere oggetto di cooperazioni regionali nell'ambito della Convenzione delle Alpi e considerando le azioni già intraprese a livello nazionale, regionale e locale.

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14/03/2008

Le Alpi: verso una regione modello per la protezione del clima

Le Alpi: verso una regione modello per la protezione del clima

Nel 2006, la CIPRA ha presentato agli Stati alpini la richiesta di approntare un piano di azione per il clima. I Ministri dell'ambiente delle parti contraenti della Convenzione delle Alpi, hanno accolto la richiesta. Il 9 novembre 2006 la IX Conferenza delle Alpi ad Alpbach/A ha incaricato il suo Comitato Permanente, "ai fini dell'attuazione della dichiarazione sui cambiamenti climatici, di elaborare in maniera adeguata per la X Conferenza delle Alpi un piano d'azione con raccomandazioni specifiche a livello alpino e iniziative a lungo termine, compreso il relativo calendario." La CIPRA, nell'intento di riempire di contenuti concreti questo piano di azione, ha presentato da parte sua un documento di richieste. Allo stesso tempo ha invitato le organizzazioni membre e partner, le reti e le istituzioni a firmare la versione sintetizzata del documento intitolato "Patto per il clima", in modo da fare pressione sugli Stati alpini affinché varino un piano d'azione concreto e maneggevole.

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15/02/2007

Campagna Bottleneck dell’UE – Analisi della CIPRA di 15 strettoie viarie

Campagna Bottleneck dell’UE – Analisi della CIPRA di 15 strettoie viarie

La Commissione Europea ha lanciato la cosiddetta "campagna Bottleneck", che si prefigge di rilevare, e quindi di eliminare, gli ostacoli che impediscono il buon funzionamento della catena del trasporto merci in Europa. I soggetti coinvolti e interessati sono invitati a comunicare le strozzature amministrative, operazionali e legislative nella logistica del trasporto merci e a proporre soluzioni. In tal modo si favorirà un'utilizzazione ottimale delle capacità esistenti, riducendo i costi e aumentando la protezione dell'ambiente. La campagna Bottleneck fa parte del "Piano d'azione sulla logistica" dell'UE, che da una parte presenta molte possibilità di dare una maggior sostenibilità ai trasporti e ridurre l'impatto del traffico nelle Alpi, dall'altra suscita tuttavia anche l'impressione che l'obiettivo di fondo consista nel migliorare i flussi di traffico per consentire e gestire un'ulteriore crescita dei volumi di traffico. La Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi CIPRA ha colto l'opportunità di collaborare comunicando l'analisi di 15 strettoie e relative proposte di contromisure. Le richieste presentate comprendono miglioramenti tecnici della rete ferroviaria, terminali merci decentrati per il trasferimento di trasporti su rotaia, misure di regolamentazione del traffico per far rispettare i limiti delle emissioni inquinanti e acustiche e l'utilizzo delle potenzialità di riduzione delle emissioni di CO2.

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09/12/2006

Memorandum di Schaan per Futuro nelle Alpi

Memorandum di Schaan per Futuro nelle Alpi

Il futuro appartiene a coloro che partecipano attivamente a determinarlo. Nelle Alpi innumerevoli iniziative, con migliaia di operatrici e operatori, lavorano quotidianamente alla costruzione del futuro. Molti di loro non sanno tuttavia che da qualche parte altre persone stanno lavorando esattamente agli stessi problemi. Qui si innesta il progetto "Futuro nelle Alpi" della Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi CIPRA. Si tratta di raccogliere il sapere pratico basato sulle esperienze, prepararlo e metterlo poi a disposizione di chi ne ha bisogno. Il progetto consiste in una fase, denominata alpKnowhow, dedicata alla raccolta dei saperi e di buoni progetti, una fase dedicata alla preparazione e alla distribuzione di questo sapere, alpService, e infine una parte rivolta all'attuazione, alpPerformance. La CIPRA non è tuttavia un centro di ricerca e neppure un istituto di formazione, ma un'organizzazione non governativa. Essa si pone pertanto la domanda di quale sia la valenza politica di "alpKnow-how" e di quali richieste si possano formulare partendo da questi risultati. Per rispondere a questa domanda, l'8 e il 9 dicembre 2006 rappresentati della CIPRA da sette Stati si sono riuniti a Schaan/Liechtenstein. Le richieste e le conclusioni politiche di tutti i temi sono formulate nel presente "Memorandum di Schaan per Futuro nelle Alpi".

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