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Verso il futuro con la Convenzione delle Alpi e con il Piano alpino

Ad alta voce: proteste contro l‘impianto. (c) CIPRA Deutschland

Uno sguardo agli anni ’70: emerge la proposta di costruire funivie per una valorizzazione turistica delle montagne Alpspitze, Watzmann e Riedberger Horn.

Ed ecco succedere l'incredibile: sono le stesse autorità a mettersi in moto contro le richieste di ampliamento. Per dare sufficiente spazio alla natura e alla «ricreazione silenziosa» viene sviluppato un piano strategico statale, il Piano alpino. Questo piano definisce un insieme di aree raggiungibili con impianti di risalita e zone che anche in futuro dovranno rimanerne esenti. Dal 1976 il Piano alpino è parte integrante del piano di sviluppo territoriale del Land. Da allora non è mai stato emendato, è vincolante per le autorità e in tutte le Alpi è considerato un progetto esemplare di pianificazione territoriale sostenibile. Uno sguardo agli anni ‘90: nel 1991 gli Stati alpini firmano la Convenzione delle Alpi. Seguono anni di discussione per statuire protocolli esecutivi di spessore. In quegli anni la CIPRA Germania è stata una forza trainante quando si trattava di protezione della natura, foreste montane o difesa del suolo.
E oggi? La politica sembra volersi allontanare dalle conquiste del passato. Si alzano nuovamente voci auspicanti la valorizzazione del Riedberger Horn che potrebbero presto diventare realtà, ove la domanda di snaturare il Piano alpino fosse accolta. Il progetto viola inoltre l'articolo 14 del Protocollo di difesa del suolo della Convenzione delle Alpi: la pista prevista attraversa un terreno con pendenze fino a 38 gradi considerato a rischio frane. Il consumo sfrenato di territorio nell'arco alpino bavarese, può essere fermato solo con una pianificazione territoriale rafforzata. Dopo 40 anni di Piano alpino e dopo 25 anni di Convenzione delle Alpi la CIPRA Germania continua ad esserne convinta.

www.cipra.de

Fonte: Relazione annuale 2015, CIPRA International, http://www.cipra.org/relazione-annuale

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