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Svizzera: avanti con un’altra candidatura olimpica

Una pesante eredità: la manutenzione della pista da bob dei Giochi olimpici invernali 2006 a Torino è costata fino a 2,2 milioni di euro all’anno. © Francesco Pastorelli

Ben due cantoni svizzeri, i Grigioni e il Vallese, si stanno impegnando per ottenere i Giochi olimpici invernali. Nonostante nel 2013 i cittadini dei Grigioni avessero già respinto una candidatura e il Vallese abbia già fatto diversi tentativi andati a vuoto.

Ostinazione o nuova chance? Cosa è cambiato oggi rispetto a due anni fa, quando i cittadini grigionesi respinsero la candidatura per i Giochi olimpici invernali 2022 a St. Moritz/CH? Allora l’operazione è costata 5,1 milioni di franchi di denaro pubblico. Il Governo grigionese ritiene che la situazione di partenza sia cambiata, quindi sostiene la preparazione di una candidatura per il 2026 da parte delle associazioni di categoria dei Grigioni.

È cambiata la data, ma gli argomenti sono rimasti gli stessi: i Giochi olimpici invernali daranno impulso al turismo, che mostra segni di debolezza. La negazione della decisione popolare del 2013 viene argomentata con il ravvedimento del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), che un anno fa ha adottato una carta della sostenibilità. Ora per i Giochi olimpici diverse località possono allearsi per sfruttare meglio le infrastrutture esistenti e si farà maggior ricorso a impianti temporanei. Le conseguenze dei Giochi saranno monitorate successivamente. Se e come i buoni propositi saranno realizzati, sarà chiaro dopo il 2024, quando la Charta verrà applicata per la prima volta.

Anche nel Vallese si sono risvegliati appetiti olimpici – per la quarta volta. L’ultima volta il CIO diede la preferenza a Torino per i Giochi del 2006. 3,5 miliardi di euro – anziché i 500 milioni preventivati – è stato il costo dei Giochi a Torino. Gli impianti sportivi nelle località montane sono pressoché inutilizzati o sono abbandonati al degrado, mentre i costi di gestione gravano sui bilanci dei comuni montani. Solo la pista da bob, fino a quando è stata tenuta aperta, ingoiava 2,2 milioni di euro all’anno.

Sarà infine l’associazione Swiss Olympic a decidere se e quale candidatura sarà avanzata dalla Svizzera. Dopodiché, la candidatura dovrà essere approvata anche dal Consiglio federale, prima che la popolazione dei cantoni interessati sia di nuovo chiamata a esprimersi in un referendum. L’assegnazione dei Giochi olimpici invernali 2026 sarà assunta dal CIO nel 2019.

Fonte e ulteriori informazioni: http://olympia-nein.ch/go/aktuelles/meldungen/mmsp.php (de), http://www.cipra.org/it/notizie/4210?set_language=it, http://www.srf.ch/news/regional/bern-freiburg-wallis/olympia-2026-im-wallis-kantonsregierung-schaut-genau-hin (de)

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